Tra vedute romantiche, giardini pensili, saloni e spazi museali ricchi di storia, l’antico maniero accoglie il pubblico in un affascinante intreccio di arte e natura
Testo e Foto di Riccardo Cenci
Vi sono luoghi dove la storia si addensa, spazi nei quali gli eventi si accumulano sino a diventare quasi tangibili. E’ il caso del Castello del Gallo, adagiato nel paesaggio naturale dei monti Lucretili a breve distanza da Roma, da poco riconsegnato al suo antico splendore grazie a un’ampia opera di recupero e pronto ad accogliere il visitatore curioso alla ricerca di esperienze inedite. Lo scalone egizio posto all’ingresso evoca una passione per i viaggi esotici, effettivamente assecondata dai componenti della famiglia.

Nell’Ottocento avventurarsi per i deserti egizi o per le lande inesplorate dell’estremo Oriente rappresentava davvero un abbandonare ogni certezza per consegnarsi all’ignoto; un’esperienza che, secondo i racconti degli attuali possessori del castello e stando all’ampia collezione di oggetti presente nel museo annesso, i loro avi hanno effettivamente percorso. Ma facciamo un passo indietro. Sin dall’epoca romana il territorio era apprezzato per le proprie amenità paesaggistiche, cantato dal poeta Orazio che nelle vicinanze possedeva una villa i cui resti sono ancora visibili. Il castello divenne in seguito fortezza sotto il dominio degli Orsini. Nel corso del Seicento l’avvento della famiglia portoghese dei Nuñes Sanchez trasformò il maniero in dimora gentilizia.

Nell’Ottocento Julie Bonaparte, nipote di Napoleone, e il Marchese di Mandela esercitarono il proprio mecenatismo trasformando il luogo in un centro dedicato alle arti. Passeggiando per le sue sale sembra di sentire risuonare le note energiche di Liszt, che qui soggiornò, o ancora di vedere Chopin e Gounod fornire lezioni di piano alle figlie di Carlo X di Francia, o infine di scorgere la sagoma di Goethe aggirarsi nei giardini, esercitando la propria inesausta curiosità verso la scienza e la natura. Perché fulcro attrattivo del luogo è proprio la sua costellazione di parchi ordinati e boschetti dall’afflato romantico.

Dal giardino inglese a quello segreto, fino al roseto Bonaparte, la visita offre sorprese continue che assecondano il senso profondamente umano della scoperta. Meta irrinunciabile del Grand Tour, immortalato da vedutisti come Jakob Phillip Hackert, questo è un luogo intriso di passato, ma anche proiettato verso il futuro. Gli attuali proprietari promettono di volerlo trasformare in un cenacolo delle arti votato a ospitare concerti, reading di poesie e spettacoli di vario genere. Nell’attesa che questa fioritura si concretizzi e giunga al suo culmine, il Castello del Gallo è aperto al pubblico ogni sabato e domenica con visite guidate alle 10:00, alle 11:30, alle 15:00 e alle 16:30. Per informazioni e prenotazioni



