Di Anna Quaglia
Due sono le strade che mi affascinano a Parigi per la loro singolarità, semplicità, allegria e folklore. Sono due vie abbastanza lunghe e simili. Qui la moda non esiste essendo a Parigi è abbastanza logico pensarlo – se lo fate siete fuori strada. E non parlo nemmeno degli Champs-Elysées, di Rue du Faubourg Saint-Honoré, Avenue Montaigne, Avenue Foch o altri ben più famosi Boulevard.
La prima delle due strade si chiama Rue Mouffetard. Siamo nel V Arrondissement, Quartiere Latino. Mi ci trovai per caso – sempre per quella mania di vagabondare – e mi sorpresi di quanta animazione la caratterizzasse, sicuramente dovuta a un gran numero di attività commerciali esistenti: panetterie, macellerie, negozi di frutta e verdura, formaggi, pescherie, cioccolaterie e vinerie. Rue Mouffetard è una delle strade più antiche di Parigi e quando oziosamente si cerca di farsi strada tra i parigini che fanno la spesa, si coglie un’aria semplice di paese ma anche di vita vera, quella di tutti i giorni. Per qualche attimo ci si scorda completamente di essere nella capitale francese e ci si immerge totalmente nel mondo che forse abbiamo lasciato a casa. Un anno decisi di trascorrere una settimana in un appartamento in quella zona per inserirmi nella quotidianità parigina. Mi ero completamente catapultata e tuffata nella vita di una normale signora parigina che ogni giorno usciva per acquistare il pane, la frutta, la verdura e perché no il pesce. Le pescherie sono favolose e adoravo a volte trattare il prezzo del pesce; non mi era semplice capire i venditori ma alla fine ci si intendeva. Se si passava di sera il prezzo era dimezzato perché cercavano di vendere il poco pesce rimasto.

La sera ritornava un po’ di tranquillità, si spegnevano le luci dei negozi di alimentari, sparivano le bancherelle ma…….iniziava la vita notturna. Rue Mouffetard parte da Place de la Contrescarpe, una graziosa piazza ricca di bar e piccoli ristoranti frequentata specialmente da giovani studenti. Siamo infatti molto vicini alla Sorbonne. In questa pittoresca piazzetta sono rimaste alcune delle vecchie insegne di attività commerciali ormai chiuse. Ne hanno aperte di nuove ma qualcosa di antico e nostalgico è rimasto. Questa è la Parigi dei mille volti, delle migliaia di sensazioni ed emozioni. Sedersi su una panchina nel giardinetto centrale è come intravedere Hemingway o altri scrittori e pittori che passeggiano per trovare l’ispirazione. E il volto della piazza cambia a seconda delle stagioni: primavera ed estate la rendono viva, variopinta, chiassosa; in autunno e in inverno si circonda di quell’atmosfera un po’ grigia e triste tipica della Parigi del Commissario Maigret. Ma il fascino rimane: si entra in uno dei tanti ristoranti ed ecco che i colori, i rumori e gli odori dei bistrot si fanno sentire: Alcuni nomi? Le Vieux Bistrot, Au Petit Bistrot, Les Baux de Paris.

La seconda strada che voglio citare è Rue Montorgueil. Si trova tra il I e il II Arrondissement, vicino a Les Halles. Anche qui c’è abbondanza di negozi di tutti i generi; sembra quasi la fotocopia di Rue Mouffetard. La mattina è frequentata per lo più dai parigini che, come accade in tutto il mondo, fanno la spesa. Le attività commerciali sembrano facciano a gara a chi ha la distesa di frutta e verdura più attraente. D’altra parte anche l’occhio vuole la sua parte. La perfezione in cui la merce è disposta è a dir poco meticolosa, elegante direi visto che siamo nella capitale della moda. Anche qui le pescherie offrono pesce freschissimo e addirittura si possono assaggiare ostriche – appena arrivate dalla Bretagna – accompagnate da una croccante baguette e perché no da un calice di vino. I bar non mancano: come si può togliere a un francese il piacere di bere un caffè seduto in una delle tante brasserie? Noi italiani siamo abituati a berci il caffè in piedi al bancone ma non proponete mai a un francese di fare altrettanto. Il caffè va gustato, apprezzato e quel momento deve essere un momento rilassante, ritemprante. Ecco perché le brasserie sono così numerose a Parigi: tavoli all’interno ma anche fuori per sedersi, sorseggiare qualcosa e guardare la gente che passa. Praticamente “oziare”, “parlare”, “leggere un libro”, ma soprattutto “godersi l’attimo”. E come in Rue Mouffetard, anche in Rue Montorgueil la sera i negozi chiudono ma la vita continua nei ristoranti sempre affollatissimi. Ne raccomando uno: Au Rocher de Cancale, un iconico ristorante parigino che propone cucina tipicamente francese e piatti a base di pesce.

C’è un dipinto di Monet dedicato a Rue Montorgueil: la dipinse pensando alla festa nazionale francese del 30 giugno, giorno della nascita della Terza Repubblica. Guardando il dipinto sembra di cogliere il chiasso, il vocio e la gioia dei francesi. Anche oggi, percorrendo questa via, si percepiscono tante lingue: il francese predomina la mattina, pomeriggio e sera tutte le lingue del mondo. I colori, l’esuberanza e la dinamicità del quadro di Monet sembrano uscire dal dipinto per trasferirsi direttamente lungo la strada, tutti i giorni e in tutte le ore del giorno.
Rue Montorgueil è ogni singolo giorno “il dipinto di Monet”.


