Testo di Teresa Carrubba
Foto di Teresa Carrubba e Archivio
“La nostra isola non ambisce ad un turismo di massa, anzi è molto selettiva” dichiara Manos Ventouris, vice sindaco di Kimolos “ Proprio per questo l’amministrazione locale sta mettendo a punto delle strategie per prolungare la fascia temporale del turismo oltre il periodo strettamente estivo. La nostra accoglienza ora si svilupperà da maggio ad ottobre, quindi un mese prima e un mese dopo rispetto al passato. A questo scopo alcuni appartamenti da affittare e alcune taverne sono sempre aperti ”.
Kimolos. Piccola, silenziosa, luminosa. Qui il tempo sembra rallentare, i colori diventano più veri, e il vento porta con sé un profumo di salsedine e rosmarino selvatico. Kimolos non si mostra subito: si svela piano, passo dopo passo, come un segreto condiviso solo con chi sa ascoltare.
Il nome di Kimolos deriva da kimolia, “gesso”: un riferimento alla roccia bianca che domina il paesaggio e che, sotto il sole, riflette una luce quasi abbacinante. È un’isola vulcanica, nata dal fuoco e modellata dal vento, dove la terra si frantuma in scaglie candide e il mare si tinge di smeraldo.
Il simbolo di questa natura scultorea è lo Skiadi, un gigantesco “fungo di pietra” eroso dal tempo e dal vento salmastro. Lo si raggiunge a piedi, lungo un sentiero che attraversa colline di timo e sassi. Quando si arriva, il panorama è vertiginoso: l’Egeo si apre come un sipario blu, e per un attimo si ha l’impressione di essere in un mondo incantato.

Un’isola piccola ma variegata che offre spunti diversi per approcciarsi ad una natura davvero suggestiva. Scogliere che sembrano architetture, fonti termali, miniere di betonite, siti archeologici, baie incantevoli. Kimolos è un paradiso per chi ama camminare. Lontano dal turismo di massa, i suoi sentieri sono ancora autentici: collegano villaggi, spiagge, chiesette isolate. Si cammina tra ulivi, muretti a secco, fichi d’India e profumo di erbe selvatiche.
L’associazione locale Kimolistes ha recuperato molti percorsi antichi, rendendoli accessibili e segnalati. Tra un passo e l’altro, s’incontrano cappelle imbiancate, vecchi mulini, tracce di necropoli. E se si è fortunati, sulla costa si può scorgere la sagoma elegante della Monachus Monachus, la foca monaca mediterranea, che trova qui uno dei suoi ultimi rifugi.

La vita di Kimolos pulsa tra i vicoli di Chorio, il villaggio principale. È un dedalo di viuzze, case bianche, archi, scale e chiesette dalle cupole azzurre. Qui il tempo ha un suono: il rintocco delle campane, il vociare dei vecchi sulle panchine, il tintinnio dei bicchieri nelle taverne. Una città assolutamente tranquilla, tra i 600 abitanti non c’è criminalità e la gente può dimenticarsi di chiudere a chiave la porta di casa.
Al centro di Chorio sorge il Kastro, un borgo fortificato del Medioevo con case incastonate nelle antiche mura. Passeggiare tra le sue pietre è come attraversare la storia: architravi scolpiti, portoni blu, buganvillee che esplodono di colore. E quando cala la sera, le luci calde delle lanterne rendono tutto irreale.

Dal Kastro si scende verso Psathi, il porto. Barche di pescatori, il profumo del pesce appena grigliato nelle taverne che lo circondano. È qui che l’isola mostra la sua anima più sincera: quella di un luogo che vive ancora dei suoi ritmi, dei venti e delle maree.
Kimolos è piccola, ma le sue spiagge sono un’attrazione irrinunciabile.

Prassa è la più famosa: sabbia chiarissima, mare verde smeraldo, tamerici che offrono un’ombra leggera.
Aliki, grande spiaggia sabbiosa con acque basse, ombreggiata dalla vegetazione, adatta alle famiglie .
Rema, Karas e Goupa sono tre calette scolpite nella roccia, con piccole grotte scavate dai pescatori per proteggere le imbarcazioni,– le syrmata – oggi colorate con porte blu, rosse, gialle.
Più a ovest, Ellinika Beach custodisce la memoria sommersa della città antica di Kimolos. Tra i fondali bassi, si intravedono tombe e muri, segni di una civiltà scomparsa. Nuotare qui è come scivolare in un mare che custodisce i segreti del tempo.
Mavrospilia, incastonata tra scogliere di tufo, teatro naturale per tramonti indimenticabili
E poi Kalamitsi: due spiagge, una sabbiosa e l’altra con ciottoli, entrambe con alberi di cedro per l’ombra.

L’isola, pur minuscola, custodisce una storia profonda. Nell’Archaeological Museum di Chorio si conservano reperti provenienti da tombe e scavi marini: anfore, monete, ceramiche. Oggetti che testimoniano il legame eterno tra gli abitanti e il mare.
Le numerose chiese, poi, punteggiano il paesaggio come segni di devozione e bellezza. La Panagia Odigitria domina dall’alto e protegge i pescatori. Ma anche le cappelle minori, come l’Evangelistria del 1608, incastonata tra gli ulivi, invitano al silenzio. Ogni pietra, ogni icona racconta un frammento di fede semplice e profonda.
Ciò che più colpisce di Kimolos è il suo ritmo rilassato. Non è un’isola da visitare, ma da vivere. Non offre intrattenimenti artificiali, ma un senso di autenticità che altrove si è perso. Non ci sono grandi alberghi né discoteche, ma piccole pensioni, appartamenti studios e taverne a conduzione familiare. Si cena al tramonto, con il suono delle cicale e un bicchiere di vino locale. Si assaggia la ladenia, una focaccia con pomodoro e cipolla, o il formaggio fresco manoura tipico dell’isola, che viene invecchiato nel mosto d’uva, assumendo così una crosta nera e un sapore caratteristico.
Kimolos durante l’anno si anima per diverse manifestazioni come il festival del cinema che si svolge ogni estate e che allestisce schermi nei luoghi più attrattivi dell’isola. Il 5 ottobre si celebra la santa patrona, Methodia, con una processione e musica tradizionale che attira fedeli dalle isole vicine, e il 21 novembre l’ostensione dell’icona della Vergine lungo le strade di Chorio seguita da un festival folk.

CON LA COLLABORAZIONE DI: MUNICIPALITÀ DI KIMOLOS E MTC GROUP ATENE
COME ARRIVARE E COME MUOVERSI
Con traghetti dal Pireo che collegano anche altre isole Cicladi. Al porto di Kimolos si possono noleggiare barche per fare il giro completo delle coste o per raggiungere Polyegos, la vicina isola, terra protetta, abitata solo da capre.
DOVE DORMIRE
Appartamenti Kimolis, vicinissimi al porto, lungo la strada che conduce a Chorio. Ambienti ampi, moderni, con tutti i comfort compreso il wi-fi e arredati con molta cura e buon gusto. Terrazza attrezzata con vista sul porto, posizione molto tranquilla. L’accoglienza della famiglia proprietaria degli appartamenti è totale così come la disponibilità per ogni esigenza dei clienti. reservatons@kimolis.com, www.kimolis.com
DOVE MANGIARE
Ristorante Kali Kardia, nella via principale di Chorio, propone la cucina della tradizione locale. Fiore all’occhiello lo stufato di capra dell’isola Polyegos, ma meritano un assaggio anche la focaccia ladenia, con cipolla, e pomodoro, il formaggio locale manoura, pesce e tante altre sfiziosità. https://kalikardia-kimolos.com/eng
Info:
www.kimolos.gr
www.visitgreece.gr/





















