Viaggio etno artistico tra Civiltà ed Etnie
Mostra a cura di Ettore Brezzo
Centro Interpretazione Territorio Pinerolese
Viale Giolitti 1 Pinerolo
Dal 5 al 21 settembre 2025
LA COLLEZIONE
L’Africa è un continente grande tre volte l’Europa con più di 3000 etnie con maschere e statue di diversa fattura. È quindi impossibile portare in una mostra tutte la produzione artistica del continente africano, ma la selezione delle opere presenti è importante e sicuramente utile a chi vuole approfondire il tema complesso dell’arte africana. Gli oggetti, le statue e le maschere non sono creati per puro fine estetico; bisogna capirne i ruoli e i significati. Molto raramente sono usati a scopo decorativo come nell’arte di corte. Normalmente hanno funzioni religiose, sociali e magiche che coinvolgono più persone nel processo di creazione: chi lo commissiona, lo scultore e il ministro del culto. Molte ragioni hanno creato questo tipo di collezionismo: per alcuni è un punto di riferimento per i movimenti artistici del primo ‘900, tra cui spiccano il cubismo e l’astrattismo, che ha dato la possibilità agli artisti di liberarsi dai canoni della pittura tradizionale.

Per altri è un modo per ammirare al di fuori del loro ambiente queste sculture, frammenti luminosi della cornice magico-religiosa in cui sono nate. Sono stati esposti oggetti cerimoniali legati ai riti d’iniziazione, al culto dei morti e alla vita dei villaggi, dalla nascita ai matrimoni e ai funerali. Oggetti belli, per quel che riguarda il canone estetico occidentale, e oggetti più complessi come i feticci, a volte grotteschi in forza del significato che vogliono e devono trasmettere; i feticci, infatti, sono la rappresentazione delle forze magiche offensive e difensive: essi respingono le malattie, i demoni, proteggono i villaggi, i viaggiatori, il momento della nascita, la caccia e la guerra. Dove regna il sovrannaturale e l’uomo non riesce a intervenire, il feticcio domina incontrastato.

La collezione nasce dagli innumerevoli viaggi in Africa intrapresi con mia moglie Lina a partire dagli anni ’80. E’nata lenta e continua e ha preso una parte importante della nostra vita nei tanti pezzi raccolti nei viaggi, nei villaggi, da antiquari e collezionisti, ognuno con una storia, con sensazioni e ricordi trasmessi dalle linee sinuose di una statua o dallo sguardo solenne di una maschera. La raccolta nata inizialmente come puro ricordo di viaggio, si è trasformata negli anni in ricerca e approfondimento delle tradizioni, magie, riti e cultura di popolazioni lontane ma nello stesso tempo simili alle nostre consuetudini. Nella mostra il visitatore viene coinvolto in un turbinio di figure a volte complesse di una realtà poco conosciuta e poco capita, dove la statuaria e le maschere facevano e fanno ancora parte della loro quotidianità a volte magica. E ‘un tributo all’Africa e alle sue etnie, alla magia e al sacro, all’accoglienza e all’arte impenetrabile ma piena di fascino di un continente temuto e ancora misterioso.



