Di Anna Quaglia
Molte volte mi è stato proposto di visitare Berlino e ho sempre declinato l’offerta. Una giustificazione c’era: il nome Berlino mi faceva pensare alla Seconda Guerra Mondiale, al Nazismo, Hitler, alle grandi parate militari prima e durante il conflitto. Alla fine, ho ceduto, ed ecco Berlino! Una sorpresa continua tanto che dopo la prima volta ne sono seguite altre due. La storia, il passato sono ovunque come se si volesse ricordare per non dimenticare. Un giorno in metropolitana mi è capitato di ascoltare un dialogo tra una signora tedesca non più giovanissima e due ragazzi britannici. Ad un certo punto, a una domanda riguardante il conflitto mondiale, la signora rispose:” Quegli anni fanno parte di un passato che vorremmo dimenticare”.

La Germania e Berlino hanno sofferto molto dopo la sconfitta nazista. Berlino: divisa in quattro zone gestite dalle potenze vincitrici: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Unione Sovietica. Tutto ciò fino all’inizio della Guerra Fredda quando la Germania si divise in due stati: la Repubblica Federale (Germania Ovest) sotto il controllo degli Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, e la Repubblica Democratica o DDR (Germania Est) controllata dall’Unione Sovietica. Iniziò un grande esodo da Est ad Ovest finché un giorno del 1961 cominciò la costruzione del Muro per impedire i flussi migratori verso Ovest. Poi la sua caduta nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1989.
Ovunque si vada, Berlino parla, racconta, fa pensare. Strano come la Berlino Est del passato sia ora la parte più bella e viva. Molto è stato fatto, ricostruito, riportato a nuova vita, ma ogni tanto esce un ricordo che fa meditare.

La Porta di Brandeburgo, simbolo di Berlino ma anche l’immagine della sua passata divisione. Percorriamo il bellissimo viale Unter den Linden: è imponente con i suoi palazzi neoclassici, imponente come la potenza del passato. Il viale incrocia Friedrichstraße, oggi una strada ricca di negozi ma allora era divisa in due parti: non pensare al Muro è impossibile. Il passaggio da una parte all’altra della città avveniva al Checkpoint Charlie, il posto di blocco più famoso ai tempi della Guerra Fredda. Gli incubi della guerra scompaiono quando si arriva in una delle piazze più belle e armoniose della città: Gendarmenmarkt, dove si fronteggiano due chiese gemelle: il Deutscher Dom e Französischer Dom con in mezzo, a fare quasi da paciere, il Konzerthaus. Non dimentichiamo l’Isola dei Musei – oggi Patrimonio UNESCO – che si affaccia sul fiume Sprea e che, assieme a tanta cultura comprende il duomo di Berlino. Ed è sul fiume Sprea che si può fare un giro in battello e passare accanto al Reichstag, con la sua inconfondibile cupola di vetro, opera dell’architetto Foster. E perché non avventurarsi una sera lungo il fiume e scoprire tanti locali, pub, birrerie e piccoli ristoranti? Non si può dimenticare Alexanderplatz. Di per sé non è importante e bella dal punto di vista architettonico, ma è stata il cuore e l’anima della Berlino Est.

A volte l’atmosfera sembra pesante perché si visita un edificio, un luogo, legati a tragici eventi storici, però la Berlino di oggi offre le alternative per dimenticarli. Per esempio, con una buona birra da Augustiner, locale tipico dall’atmosfera allegra e dove si mangiano piatti tipici. Ci si può addolcire facendo un salto da Rausch, una cioccolateria che merita una visita perché offre cioccolato in tutte le sue forme e gusti. Volete rilassarvi, amate la lettura? Non potete ignorare la libreria Dussmann in Friedrichstraße. Sono sei piani di cultura, libri di ogni genere e lingua.
Se volete fare shopping consiglio Kurfürstendamm, un famoso viale con negozi eleganti e grandi firme ed il vicino KaDeWe, un grande magazzino che rivaleggia con le Galeries Lafayette di Parigi e Harrods di Londa.

Berlino vorrebbe farci dimenticare il suo passato offrendoci momenti piacevoli, ma spesso ricompaiono i fantasmi della storia. Passeggiare tra le sue strade significa rendersi conto che quel passato rappresenta le fondamenta su cui la città continua ad inventarsi un futuro perché Berlino è aperta, è multiculturale, è creativa.


