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Home Eventi culturali e news Libri GATTO! MISTERIOSO QUANTO IL DESTINO UMANO

GATTO! MISTERIOSO QUANTO IL DESTINO UMANO

A cura di Stefania Severi

Edilazio 2017

di Luisa Chiumenti

 

Stefania Severi, giornalista e storica dell’arte, possiede come scrittrice, a mio avviso, una particolare dote: ella sa infatti recuperare da archivi e biblioteche, lettere private e documenti che poi elabora in un testo che mette in luce in modo vivace e concreto la personalità dell’autore di quelle “memorie”.

Nel presente volumetto, dal titolo “Gatto misterioso quanto il destino umano”, edito dalla Casa Editrice romana Edilet (Collana “Argonauti” (n.7) a cura di Paolo Di Paolo), ella ha così messo in luce il rapporto speciale che una scrittrice, Dolores Prato ebbe con i numerosi gatti che attraversarono la sua vita. La Severi aveva già bene studiata la figura di questa scrittrice attraverso il libro che le dette notorietà quando già aveva compiuto 87anni: “Giù la piazza non c’è nessuno”, edito da Einaudi nel 1980.

Marco Onofrio, della prefazione al testo, a colloquio con la curatrice, Stefania Severi, mette molto bene in evidenza la della relazione empatica tra la Prato ed i suoi amici gatti.

Questo è l’ultimo libro sulla Prato curato dalla Severi che, raccogliendo ed ordinando gli inediti conservati al Gabinetto Vieusseux relativi agli animali ma soprattutto ai gatti, ha pensato di selezionare gli inediti della Prato dedicati ai gatti proprio perché vi ha captato un particolare amore verso questo animale “misterioso “, con cui la Prato ha condiviso realmente la propria vita.

L’introduzione presenta la biografia della Prato, il ruolo che hanno gli animali nella sua scrittura e le peculiarità del suo modo di intendere gli animali rispetto ad altri autori della sua epoca.

E così, a mano a mano, la Severi scorre i vari momenti di cui la Prato dà testimonianza nei suoi numerosi scritti, del rapporto particolare che ebbe con i vari gatti che segnarono lo scorrere della sua stessa vita.

Ci sembra infatti di vedere, nelle parole riportate da uno degli scritti di Dolores, quanto scrive la Severi riguardo a Minou, il gatto siamese: “Minou sta sull’acquaio. Da una cannella d’acqua cade a gocce lunghe, grosse, ora lente ora rapide, e annegano in una pila già piena con un suono simile al pizzicato dell’arpa. Con la testina piegata da un lato, gli occhi soffusi ma fissi alla cannella, una espressione di languore diffusa per il musetto, Minou ascolta e ode. Pare un eletto della musica in ascolto di un concerto perfetto …”

E ancora, chiunque abbia avuto un gatto in casa, non può non aver apprezzato il comportamento che tiene quando qualcuno è ammalato: “ Minou annusa ogni tanto il male come un’infermiera mette il termometro per constatare l’aumento o la diminuzione della febbre…” E poi i vari momenti di vera e propria solidarietà con la padrona, negli anni di guerra: “ C’è un bombardamento che scuote le finestre e il cuore. Minou è venuto subito ad appoggiare la testina sulla mia spalla guardandomi dal sotto in su con gli occhi annegati in dolcezza e facendomi rò-rò col singhiozzo talmente poderoso che pare abbia, per l’occasione, aumentato la potenza del suo interno motorino”.

Ma ci furono molti altri gatti nella vita di Dolores Prato, che ella ha sempre presentato, nei suoi scritti, con una vivace quasi “umana” personalità.

Il testo critico della Severi si sviluppa infatti in due parti: la prima è una sorta di “canzoniere in vita e morte dell’amatissimo gatto siamese Minou” che fu appunto a lei vicino durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale. La seconda parte invece raccoglie tutti gli scritti su altri gatti e su altri animali, sempre approfondendo, attraverso il loro modo di condividere la quotidianità, tante, vere e proprie “personalità” diverse.

E’ un libro che si legge piacevolmente, in un crescendo di curiosità per la capacità della curatrice, di rendere vive le immagini “disegnate” da Dolores Prato, con tanta acutezza psicologica.

Vogliamo segnalare ancora la deliziosa figura che spicca nella copertina, disegnata da Ines Ferri Ferrari, sensibile artista che ha conosciuto la Prato e che è custode del suo corposo archivio. L’immagine presenta infatti tre felini, che manifestano nei loro atteggiamenti le diverse personalità.

 

Mar 24, 2020AdminEmo2019
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