L’area del massiccio Coscerno – Aspra, comprendendo anche il laghetto di Gavelli, è un territorio che sorprende quasi sempre chi non ci vive o lavora, e talvolta anche costoro. Chi direbbe, di questi tempi, che lassù possono crescere mirtilli e volare anche aquile, quanti possono ancora aspettarsi un Umbria un luogo, così vicino alle pianure ed alla città, dove continuare a trovare foreste e coturnici dell’Appennino? Su questi monti l’inatteso e la sorpresa sembrano non venir mai meno, basta alzare lo sguardo al cielo e potreste vedere la maestosa aquila reale volteggiare sopra le vostre teste. Il Silenzio ed il paesaggio sono i due elementi che rendono uniche le aree naturalistiche della Valnerina, organizzando un’escursione in compagnia delle guide e delle associazioni escursionistiche sarete in grado i apprezzare al meglio la purezze di questi luoghi.

Massiccio dei monti Coscerno – Aspra, scorcio.
Non solo natura: Il territorio di Sant’Anatolia di Narco, a pochi km dal massiccio Coscerno – Aspra, conserva alcuni significativi esempi di edifici sacri. L’Abbazia di Castel San Felice, costruita verso il 1190, rappresenta una delle testimonianze più notevoli del romanico spoletino. Di grande pregio ed interesse è il bassorilievo che illustra le storie dei santi eremiti, in particolare l’uccisione del drago ad opera di Mauro e Felice, racconto allegorico della bonifica della valle ad opera dei due eremiti siriani. Impossibile non citare, in materia di edifici sacri, l’Ex Convento di Santa Croce, centro della vita spirituale della valle sin dal XIII secolo. Tra queste mura si dice sia vissuta, nel XIV secolo, la Beata Cristina, terziaria francescana. Particolare menzione merita la Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Santa Anatolia di Narco, realizzata tra il XIV ed il XVI secolo, presenta un’artigianale interpretazione delle forme rinascimentali e custodisce al suo interno ricchi affreschi riconducibili al Maestro di Eggi ed a Piermatteo Piergili. A Caso, invece, si consiglia la visita dell’omonima chiesa citata nelle righe precedenti, in cui è conservato un cartiglio affrescato che spiega l’origine della curiosa immagine della Madonna a Cavallo: “In quistu piu locu aparue la Vergine Maria e questa forma che sta depenta a cavallu et chamo (chiamò) quistu mamulu (bambino) et poi scavalco et piato (presolo) lu benedisse”. Infine vi consigliamo di visitare Gavelli e la Chiesa di San Michele Arcangelo, santuario montano che sorprende il visitatore per la varietà e la ricchezza del corredo pittorico ed iconografico riferibile direttamente allo Spagna, celebre allievo del Perugino.

Caso, dettaglio del borgo-castello.
Nel percorrere gli antichi sentieri della Val di Narco non si può non visitare il Museo della Canapa, una delle antenne della rete ecomuseale coordinata dal Cedrav. Il circuito ha il fine di studiare, conservare e valorizzare i saperi tradizionali ed il patrimonio storico ed antropologico legato alla coltivazione della canapa in Valnerina. Il primo piano del Museo è interamente dedicato al ciclo di coltivazione, macerazione e trasformazione della canapa, tradizionalmente coltivata in tutta la Valle del Nera, esclusivamente per uso tessile e per cordami. Il secondo piano è dedicato ai lavori preparatori alla tessitura, all’orditura ed alla ricca collezione tessile rinvenuta sul territorio.

Museo della Canapa, interno.


