Testo e Foto di Anna Quaglia
Si cammina sotto un sole che fa sentire tutta la sua forza, l’aria è calda ma la vicinanza del mare la fa sembrare piacevole, ma è solo un’impressione. Ci si inoltra nella rete di stradine strette, pavimentate con grandi lastre di pietra locale che con l’andare del tempo e il passeggiare continuo sono diventate persino lucide quasi fossero state lustrate con uno strato di cera. Il lucido e il bianco della pietra accecano e ogni tanto bisogna distogliere lo sguardo dalla strada per cercare un’altra superficie da osservare.

Una scala, per esempio, che porta all’entrata di un’abitazione: il bianco scompare e il viola intenso di una buganvillea prende prepotentemente il posto sul palcoscenico assieme ad altre piante colorate. Sono angoli di vita dai quali escono profumi di cose buone da mangiare: pizze, focacce, l’odore del pesce appena pescato. Il calore si fa sentire sempre di più ma non infastidisce perché ci sono altri elementi intorno che ci distraggono e ci meravigliano. La temperatura non è più un problema soprattutto quando alla fine di una viuzza si esce su una piazza circondata da edifici di pietra e nella quale si erge in tutta la sua bellezza la cattedrale, e tutte le altre costruzioni sembrano inchinarsi con riverenza a tale maestosità e splendore. Bianca, romanica, lineare, ma imponente quasi a voler mostrare con forza la sua avvenenza, armonia, equilibrio e…magnificenza!

Il Duomo di Trani o meglio Basilica Cattedrale di Maria Santissima Assunta, è tutto questo. Impossibile non rimanere estasiati. Si potrebbe rimanere in quella piazza per ore e osservarla nei particolari, girarci intorno per coglierne le sfumature architettoniche in ogni suo angolo. La posizione di questo capolavoro romanico è unica: lo spazio aperto davanti e come sfondo il mare. La sua purezza e colore fanno pensare a un diamante e il mare che la circonda a uno zaffiro. A questo ho pensato quando di recente l’ho vista e ogni volta che la vedo è sempre un’emozione.
Trani significa anche una passeggiata lungo il suo porticciolo: molto pittoresco e reso vivace da una serie di piccoli ristoranti e locali dove trovare qualche assaggio della cucina tradizionale. Non c’è luogo migliore per degustare qualche specialità seduti all’aperto e davanti a noi il mare.

Alcuni suggerimenti propriamente turistici per quanto riguarda alloggio e ristoranti. Ho soggiornato a Barletta in un B&B – o meglio Boutique Hotel – chiamato Liddo. Eccellente la posizione – a due passi dal centro storico – con possibilità di parcheggio interno; eccellente il servizio e la disponibilità dei proprietari. La colazione si fa nel grazioso giardino dove ogni particolare è curato nei minimi dettagli.

Posso consigliare anche due luoghi dove assaggiare specialità locali e pesce: il primo si chiama Lupo di Mare, un ristorante molto informale in Piazza Marina. Pesce freschissimo in esposizione quindi si può scegliere la qualità che si preferisce e come farlo cuocere.
Mi perdonino i lettori, ma da appassionata delle Isole Britanniche, non posso non citare un pub- ristorante che già avevo descritto in un altro articolo. Il suo nome è decisamente irlandese: Saint Patrick ma gestito da Francesco, italianissimo anzi direi barlettano. Offre ottime birre ma anche un menu molto vario con specialità locali.
Non è facile definire la Regione Puglia perché ogni volta che si pensa ad un aggettivo immediatamente ne segue un altro: colorata con i suoi angoli fioriti, allegra per il calore umano e la folla che spesso invade le sue strade, profumata per gli odori del cibo che si avvertono camminando lungo le stradine, storica per le sue costruzioni romaniche, bizantine, normanne, barocche, imprevedibile perché dietro l’angolo ci potrebbe anche essere un pub irlandese.



