Testo e foto di Anna Quaglia
Parlare del Tour di Montalbano sembra molto banale; è citato ovunque. Persino un’amica inglese, innamorata della serie televisiva – la trasmettono anche nel Regno Unito ovviamente sottotitolata – l’anno scorso si è recata in Sicilia per vedere e ripercorrere i luoghi delle inchieste del famoso commissario. Io ho conosciuto quella parte di Sicilia grazie a una persona incontrata per caso a Negrar, vicino Verona, in un’occasione non molto piacevole ma che alla fine si è risolta nel migliore dei modi. Si è instaurata un’amicizia e salutandoci promisi che io e mio marito saremmo andati in Sicilia.E così fu. Adoro Camilleri e in particolare le storie di Montalbano. Le ho viste e riviste non so quante volte. Quando venni a conoscenza che questa persona abitava a Ragusa la curiosità di vedere quei luoghi crebbe a tal punto che prendemmo il volo Bologna – Catania e affittammo un’auto in modo da essere liberi di muoverci come volevamo. Inoltre avevamo anche la fortuna di conoscere delle persone “in loco” – usando un’espressione alla Catarella – che conoscevano benissimo i luoghi e ci potevano suggerire che cosa visitare.

RAGUSA IBLA
Sia chiaro, non voglio assolutamente che questo articolo sia una descrizione pedante dei luoghi che hanno fatto da sfondo alle storie del Commissario ma lo voglio rendere un po’ diverso elencando località ma anche curiosità che possono essere utili e insolite per il turista.Ricordo che, su suggerimento dell’amica, alloggiammo in un hotel situato a Ragusa-Ibla. Le città sono due: Ragusa è la più nuova, agevole, organizzata e commerciale. Ibla è la Ragusa più intima, più antica, abbarbicata su massi rocciosi quasi a voler mostrare a tutti la sua bellezza. Non si può rimanere indifferenti a una Ibla notturna: un presepe che incanta con le sue luci soffuse e i lampioni che seguono il percorso sinuoso e intricato delle stradine. Situato in una posizione fantastica e vicino ai luoghi più iconici di Ibla, l’hotel “Antico Convento dei Cappuccini” ci ha accolto nel modo migliore. Già il nome fa comprendere la sua antica identità.

Ma nonostante goda dei più moderni servizi, è rimasto all’interno quell’alone misterioso, quel silenzio penetrante che fa pensare alla vita monastica. Le celle dei monaci sono diventate le stanze degli ospiti: l’arredamento è moderno ma essenziale, quasi claustrale; lungo il corridoio del chiostro sono posizionati i tavoli per la colazione. Si può cenare nel ristorante ricavato dall’ex refettorio dei monaci: esperienza unica direi in quanto la sala con soffitto a volte ci trasporta indietro nel tempo e non è difficile usare l’immaginazione e ricreare i momenti in cui i monaci si riunivano silenziosi per i pasti cadenzati nel tempo.Suggerisco di attraversare il Giardino Ibleo e iniziare una passeggiata lungo Corso XXV Aprile. Le strade sono strette, un po’ tortuose, si ha quasi l’impressione di perdersi ma se seguite il Corso vi troverete in uno dei luoghi che sono diventati famosi per la serie televisiva. Lo stile dei palazzi è il Barocco, lo definirei un Barocco elegante, snello e discreto. Fermatevi in un ristorante oppure in qualche bar dove iniziare ad assaggiare le specialità siciliane: io suggerisco sempre i cannoli oppure una bella brioche con gelato magari al gusto di pistacchio.

NOTO
Ma quello che impressiona è la ricchezza barocca degli edifici: figure umane, animali, putti fanno la loro comparsa nelle facciate; a volte queste creazioni sembrano raccontare delle storie e si ha l’impressione che queste vicende sostengano con la loro forza i balconi. Si continua ancora a camminare e ci si trova in uno slargo dove ci colpisce per la sua bellezza ed eleganza barocca la Chiesa di San Giuseppe. Continuiamo la nostra perlustrazione alla ricerca del Commissario ed ecco che sulla destra si è incuriositi da un edificio basso che porta una scritta: Circolo di Conversazione. Magari se si entra si potrebbe incontrare il “Dottor Pasquano” medico legale nella serie televisiva, intento a giocare a poker. Siamo ormai arrivati nella Piazza Duomo e sullo sfondo il Duomo di San Giorgio. Forse in uno dei tanti bar della piazza si potrebbe anche incontrare il Commissario che si rilassa mangiando una granita di caffè con panna.

NOTO
Sono molto golosa quindi spesso mi lascio trasportare da specialità culinarie e locali. Su suggerimento dell’amica la miglior granita con panna la trovate a Noto, non molto lontano da Ragusa. Il “Caffè Sicilia” è l’anima della famiglia Assenza. Il caffè passa quasi inosservato se paragonato ai meravigliosi palazzi barocchi che lo circondano, ma una volta all’interno ci si rende conto di quanto sia famoso e perché. La tradizione della pasticceria siciliana è presente in ogni specialità: granite, cannoli, cassate. Che cosa scegliere? Difficile decidere.
Ragusa, Noto sono Patrimonio Unesco ma aggiungiamo Modica. Anche qui è presente il Commissario sempre arrabbiato, un po’ brusco ma molto umano, che sale e scende gli scalini della meravigliosa Chiesa Madre di San Giorgio che domina la cittadina. Per un amante del cioccolato è assolutamente imperativo andarci. L’Antica Dolceria Bonajuto ci trasporta in un viaggio dolcissimo, pieno di profumi e gusti molto particolari. Da generazioni continua a creare non solo cioccolato tradizionale ma anche aggiunge varianti di sapori rispettando ovviamente la tradizione e l’amore per il suo paese.

SCICLI
Il nostro viaggio tra le dolcezze della Sicilia si conclude a Scicli, un’altra perla della Sicilia Barocca. Mi sembra appropriato concludere questo articolo citando questa città, anch’essa Patrimonio Unesco. Il Palazzo del Municipio ha ospitato “il Commissariato di Vigata”, “l’Ufficio del Questore” e tutti i personaggi delle storie: Fazio, Mimì Augello, Catarella. Scicli è un luogo molto discreto, silenzioso e le sue stradine ci rendono partecipi di un Barocco semplicemente favoloso, ricco, dalle forme sinuose e sensuali. Scicli abbaglia forse per il colore dei suoi edifici: rosati se baciati dal sole. Palazzo Beneventano è stato definito “il più bel palazzo barocco di Sicilia”. Ma Montalbano non c’è, nemmeno la sua vecchia Fiat Tipo parcheggiata davanti al Commissariato in Via Mornino Penna. Forse è rimasto nella sua meravigliosa casa a Marinella – in realtà Punta Secca – a gustarsi qualche arancino di Adelina.

SCICLI
Ho tralasciato molti altri posti meravigliosi e curiosi che hanno fatto da scenario alle indagini di Montalbano (il Castello di Donnafugata, la Mannara, Marina di Ragusa, ecc.) lasciando al visitatore il piacere di scoprirli nonché gustare con il proprio palato tutte le squisitezze che il Commissario mangiava in “rigoroso silenzio”.
Ringrazio Stefania e Nuccio per averci accolto nella loro Sicilia che volutamente ho descritto solo in poche righe di “dolcezza” pensando anche al Piccolo Grande Commissario.

CASTELLO DI DONNA FUGATA


