Testo e Foto di Anna Quaglia
Una terra di un colore rosso scuro che sembra bruciata dal sole, a volte con tonalità che volgono al marrone, una immensa distesa che incute un certo timore se non fosse per le chiazze di verde sparse ovunque, un mare infinito dove non si riesce ad immaginare l’orizzonte. Le macchie verdi sono le piante di ulivi che arricchiscono questa terra spesso infuocata d’estate regalandole un bene preziosissimo: l’olio. Alcuni ulivi sono secolari: il loro tronco è imperfetto, attorcigliato, a volte spaccato in due nel mezzo ma le parti che rimangono si riuniscono, si contorcono per sostenerlo e farlo continuare a vivere. A volte, se si osservano al tramonto oppure illuminati di sera – alcuni vicini all’edificio centrale lo sono – sembrano spettrali e incutono un po’ di soggezione e sgomento anche perché la forma dei loro tronchi è così imperfetta che ci par di intravedere delle figure se non dei volti inquietanti. Sono alberi affascinanti, misteriosi e ci si chiede come riescano dopo anni e anni a produrre così tante olive. Questi vasti campi coltivati erano un tempo gestiti da contadini che garantivano a loro stessi e al ricco proprietario i prodotti della terra. E tutti vivevano nelle masserie dove c’erano la dimora del possidente, gli alloggi dei contadini, le stalle e il deposito del raccolto.

Siamo in Puglia, e precisamente vicino a Savelletri, Comune di Fasano, nella “Masseria San Domenico”. Quando si lascia la strada provinciale si percorre un breve viale alla fine del quale c’è un grande cancello, si suona, si dice il proprio nome e come per incanto si apre davanti a noi una vista magnifica. Un altro viale fiancheggiato da oleandri ci accompagna verso la reception: si ha l’impressione che sia stato disegnato per farci attraversare e ammirare l’immensa distesa di ulivi e altri alberi da frutta: aranci, limoni, melograni, albicocchi. E poi tante piante di buganvillea di un intenso colore viola che contrastano quasi in maniera accecante con il bianco delle costruzioni. Si arriva e ci accoglie un assistente che ci aiuta con il bagaglio; fatto il check-in una receptionist ci accompagna nella nostra stanza. C’è profumo di pulito lungo il corridoio, la stanza è immacolata con decoro classico ma allo stesso tempo contemporaneo. Non manca nulla, c’è tutto ciò che si può desiderare: il necessario per una tazza di tè, caffè, la bottiglia di Spumante e una bottiglia di vino. Ci sono anche dei dolcetti ripieni di marmellata di mele cotogne fatti nella masseria.

Direi un’accoglienza assolutamente perfetta per garantire agli ospiti un soggiorno confortevole e cordiale. Tutte le stanze sono diverse nei decori e anche nell’arredo e sembrano pensate non per soggiornarci ma per viverci. Le stanze a piano terra hanno un piccolo patio che si affaccia sulla distesa di ulivi. Il silenzio è interrotto solo dai rumori della natura: cinguettio degli uccelli oppure il fruscio delle fronde degli alberi.
Questo hotel 5 stelle è l’ideale per una vacanza relax. A disposizione degli ospiti ci sono due piscine esterne ma c’è anche la possibilità di immergersi nella piscina del centro estetico. L’acqua di mare utilizzata assieme alle alghe garantisce trattamenti purificatori e salutari per il corpo.
Relax significa anche non utilizzare l’auto che resta nel parcheggio fino alla partenza. Per gli spostamenti alla spiaggia – San Domenico a Mare – al campo da golf – San Domenico Golf – ci sono le navette. E poi le biciclette per un giro tra gli ulivi e ammirare da vicino questi alberi secolari.

Che dire dei ristoranti? Mutano, cambiano come le stagioni. D’estate il pranzo e la cena sono serviti a bordo della piscina mentre negli altri periodi dell’anno una magnifica sala – in origine un frantoio – con soffitto a volte offre una calorosa ospitalità anche grazie a uno stupendo camino di pietra che viene acceso nelle serate più fresche. E poi, solo nel periodo estivo, è attivo il ristorante “La Nassa” al San Domenico a Mare e, come dice il nome, con vista mare. C’è anche la “Sala del Fico” dove ogni mattina la colazione è un tripudio di colori, sapori e profumi. I ristoranti offrono piatti tradizionali pugliesi, piatti di pesce freschissimo dell’Adriatico e gli ingredienti utilizzati nella ristorazione sono quelli che la stagione e la tenuta offrono specialmente olio, frutta e ortaggi. Ottimi i latticini a chilometro zero, i vini locali e internazionali ma – aggiungo io – perché rinunciare alla tradizione vinicola della regione?

Non ci sono più i contadini a ricordarci la “vecchia masseria” ma il numero di persone che si incontrano nel cortile ad ogni ora del giorno e della sera ci fa comprendere che la Masseria è più che viva. La tecnologia è arrivata anche qui, il personale veste in modo diverso, gli edifici sono stati ripuliti ma l’idea di base è rimasta: questa terra rossa continua a produrre dei frutti meravigliosi e ci sorprende con il suo colore che spesso gareggia con quello degli ulivi, delle viti, dei fiori, degli alberi di limoni e arance. E la sera quando si va a dormire un bigliettino sul letto vi accoglie con questa frase:” Vi auguriamo di passare una felice notte, cullati dalla brezza marina, nella quiete degli ulivi”.



