OKINAWA. LE ISOLE DELLA GIOVINEZZA

 

Isole tropicali giapponesi dove lo stile di vita e la gastronomia sono i segreti di una sorprendente longevità. 

Testo di Pamela McCourt Francescone
Foto di Pamela McCourt Francescone e Archivio

Nel bel mezzo del Pacifico, su una manciata di piccole isole, si nasconde il segreto della longevità.  Un segreto che, a quanto pare, consiste soprattutto nel combattere i radicali liberi, quelle fastidiose molecole che recano danni irreparabili ai nostri tessuti e al nostro DNA.  Sono le isole di Okinawa, dove gli abitanti vivono più a lungo degli altri giapponesi i quali, si sa, sono i più longevi al mondo.  Perché su questa collana di isole tropicali, che si trovano alla stessa latitudine della Florida, ci sono ben 34 centenari per ogni 100.000 abitanti, mentre negli Stati Uniti il rapporto e di 10  centenari per lo stesso numero della popolazione. Poi c’è l’aspettativa di vita che è di 81.2 anni, la più alta al mondo. E tra gli abitanti dell’arcipelago le incidenze  di cancro, diabete e malattie cardiache sono sensibilmente più basse della media.

Ma non finisce qui. Gli anziani di Okinawa sono sorprendentemente arzilli e in forma grazie alle lunghe passeggiate, al giardinaggio e al tai chi, attività alle quali dedicano molte ore della giornata.  E sono in grado di affrontare i momenti difficili della vita con encomiabile auto-controllo grazie alla loro dedizione alla spiritualità.  Ma il vero segreto della loro longevità risiede nella dieta. Un’alimentazione fatta di cereali, pesce e verdure, con minime quantità di carne, uova e latticini. Inoltre è ricca di  tofu e altri prodotti a base di soya che contengono  flavonoidi,  quei nutrienti che combattono  alcuni tipi di cancro e malattie cardiache.  Anche il pesce gioca un ruolo fondamentale, soprattutto il tonno, il maccarello e il salmone che sono ricchi in omega-3, grassi polinsaturi che aiutano a combattere i danni al cuore e i tumori al seno. Niente di strano, quindi, se la gente di Okinawa, parlando del cibo, lo chiama nuchigusui che significa “medicina per la vita”. Altri alimenti nella loro dieta sono il maiale, il cetriolo di mare e il melone amaro. Si, il maiale!  Che viene lessato per lunghe ore – un procedimento che rimuove i grassi nocivi – e poi servito con salse saporitissime, sciogliendosi in bocca.  Il cetriolo di mare è un tipo di riccio, chiamato hai sen  che vuol dire “ginseng del mare”. E’ considerato afrodisiaco, ma essendo ricchissimo in vitamine e condroitina solfato, serve per alleviare i dolori delle articolazioni e dell’artrite. Mentre il melone amaro, che somiglia a un cetriolo spinoso, è un ingrediente essenziale nella specialità locale chiamata Champuru, un saporitissimo piatto di verdure saltate.

E’ stato uno specialista giapponese il dottor Makado Suzuki  a documentare in un libro best-seller,  scritto insieme ad altri due medici geriatri Craig e Bradley Willcox, l’approccio degli isolani non solo alla longevità ma ad uno stile di vita sano e al mantenimento del peso giusto.  Secondo Suzuki la dieta di Okinawa è la migliore e più sana al mondo, anche se il sorridente dottore non nasconde la sua grande stima per la dieta Mediterranea. L’isola principale di Okinawa è Okinawa Honto dove si arriva all’aeroporto internazionale di  Naha con All Nippon Airways o Japan Airlines che operano voli giornalieri dall’aeroporto Haneda di Tokio, con coincidenze per le altre isole dell’arcipelago. E’ un’ isola gaia e facile da girare grazie alla strada principale, la Highway 58, che parte  dal sud a Naha City il capoluogo della prefettura, e arriva a Nago al nord, passando vicino a molti dei siti di più forte interesse turistico.  Un’isola vacanziera con acque cristalline, ottimi siti per le immersioni, lunghe spiagge bianche e siti storici, alcuni dei quali sono patrimonio dell’UNESCO.  Poi ci sono campi da golf di livello internazionale e alberghi di qualità come il Busena Terrace Beach Resort, in stile coloniale con camere e suite lussuose, ubicato su una piccola baia di sabbia bianca a forma di mezzaluna.  Mentre sono di prossima apertura l’ Hoshinoya Okinawa, un approccio contemporaneo al tradizionale ryokan con  48 ville e ristoranti dedicati alla sana e squisita cucina locale. E il nuovo Ritz-Carlton, che sorgerà sulla vicina isola di Ishigaki capoluogo delle Isole Yaeyama che fanno parte della prefettura di Okinawa, con 97 camere, una spa e un campo da golf a 18 buche. Le isole di Okinawa sono famose anche per le loro danze e per le gare sull’acqua con barche a forma di drago, tradizioni arrivate dalla Cina.  Dei cinque siti dell’Umanità dell’UNESCO il più imponente di gran lunga è il Castello Shuri-jo  che domina le collina sopra Naha. Fino al 1879 l’arcipelago di Okinawa era il Regno Ryuku, poi fu annesso all’Impero del Sol Levante dai giapponesi che soppressero la lingua, le usanze e la cultura secolare Ryuku. Tra le tradizioni messe al bando, il possesso delle armi.  Un divieto al quale gli isolani risposero prontamente inventando un letale arte marziale: il karate, che significa “a mani vuote”.