MALDIVE UN SANTUARIO PER I SENSI

Testo di Pamela McCourt Francescone

Due resort di lusso per scoprire le bellezze e i magici colori dell’arcipelago ed abbandonarsi a straordinarie esperienze sensorie

Il vero paradiso. Ognuno lo sogna in modo molto personale.  Per alcuni è una vetta innevata, per altri una tranquilla casetta in campagna, per altri ancora una grande e vibrante città e poi ci sono quelli che sognano un’isola tropicale. E se ci fermiamo a quest’ultimo sogno sono senz’altro le Maldive che si trovano in pole position tra le isole predilette dagli italiani. E non solo da loro.  Per le lagune trasparenti ed acque cristalline, per le spiagge da cartolina e per la magnifica barriera corallina, un acquario naturale con una fauna marina strepitosa. Sono oltre 1.200 le isole che compongono  questo arcipelago ma solo 200 sono abitate ed appena un’ottantina ospitano villaggi turistici. Tra questi spiccano due isole (due dei dieci resort a  5-stelle nell’arcipelago) che si trovano ad appena 5 minuti di barca l’una dall’altra: Vabbinfaru e Ihuru.   Prendono i nomi da due alberi tropicali. Il banyan, un albero sacro, uno stupendo ficus che dai rami fa scendere sottili tronchi che si radicano nella terra fornendo supporto essenziale all’enorme baldacchino verde.   Straordinaria, poi, l’angsana, un albero imponente con una corona di fiori gialli che fioriscono per un solo giorno. Un albero che è anche un messaggio di vita e che insegna a vivere spontaneamente ed assaporare l’attimo fuggente.  Carpe diem.

Questi due minuscoli fazzoletti di vegetazione lussureggiante (che si trovano nell’atollo di North Malé, a circa 20 minuti dall’aeroporto internazionale) ospitano due resort di grande lusso, il Banyan Tree Maldives su  Vabbinfaru e l’Angasana  Resort & Spa su Ihuru, l’isola più fotografata alle Maldive. L’isola che tutti sognano. Una piccola meraviglia tropicale dalla forma circolare perfetta, circondata da spiagge bianche ed acque cristalline. In comune hanno non solo la gestione  (appartengono infatti al gruppo singaporeno Banyan Tree Resorts che in pochi anni ha aperto lussuosi resort Banyan e Angsana in alcuni delle località più belle del mondo dalle Maldive alle Seychelles, dalla Tailandia all’Indonesia, all’Australia, al Messico e alla Cina. Ma anche una filosofia che si fonda sui principi dell’ospitalità  e  dell’estetica asiatica e su un rigoroso rispetto per la natura, per l’ambiente e per l’ospite.  Nel quale si vuole suscitare un’accentuata consapevolezza dei sensi per arrivare ad un totale rilassamento della mente e del corpo.  E che trova la sua apoteosi nelle spa che sono veri santuari per i sensi, luoghi intimi di relax immersi in giardini tropicali, dove l’unico sforzo richiesto è quello di abbandonarsi alla bellezza e alla tranquillità degli ambienti ed  alle cure del personale altamente qualificato.

I massaggi ed i trattamenti sono ispirati a tecniche del benessere da tutto il mondo……..il Lomi Lomi viene da Hawaii,  l’Ayuthaya dalla Tailandia, il Fusion fonde il massaggio thai con quello svedese ed il Remaja è un adattamento del massaggio balinese.   Poi ci sono i body wraps, prodotti e maschere per coccolare il corpo con elementi naturali, il frutto di tradizioni millenarie……l’aloe, la patata per schiarire la pelle,  la banana con il suo ricco apporto di vitamina A e di potassio.  E poi i body scrubs per una profonda pulizia della pelle grazie all’uso di sale, tamarindo per rimuovere le cellule morte,  cocco ed altri frutti tropicali, miele ed erbe. In ogni padiglione l’area riservata alle cure, anche per coppie, è una vera oasi per i sensi dove le tensioni di sciolgono e l’armonia interiore si risveglia. Dal momento dell’arrivo, passando per il giardino tropicale, al pediluvio iniziale con aromi e fiori tropicali al momento dei trattamenti, la mente ed il corpo si abbandonano ad un’esperienza totale per i sensi, stabilendo un sodalizio ancora più intimo con l’armonia del resort che riunisce idealmente i cinque elementi – terra, oro (quello dei riflessi del sole al tramonto sull’acqua della laguna), acqua, legno e fuoco (quello dei falò che vengono accesi sulla spiaggia di notte.)  O, per un’esperienza ancora più in simbiosi con la natura, si può scegliere di fare i trattamenti nel proprio padiglione su palafitte sopra le acque turchesi della laguna.

I bungalow del Banyan hanno soffitti di palma e mobilio in scuri legni tropicali e tutti hanno la spiaggia privata mentre per l’Angsana è stato scelto uno stile asiatico “tecno-Déco”, con colori forti, il verde mela ed il rosso fuoco, e ci sono sistemi hi-fi in ogni stanza.  Come in tutti i resort Banyan ed Angsana, l’obiettivo è quello di ridefinire il concetto di lusso, portandolo a nuovi livelli e  suscitando nell’ospite una risposta emotiva  per creare un senso di intimità che rimanga con lui nel tempo. Poi, a differenza di molte altre isole, dove per raggiungere la barriera corallina si è spesso costretti a  camminare per centinaia di metri, a Vabbinfaru e Ihuru il reef, con la sua straordinaria ricchezza di colori e di vita marina, inizia a pochi metri dalla spiaggia di sabbia finissima.

Nel 1998 le Maldive hanno perso un tesoro inestimabile quando, per un fenomeno di riscaldamento dei mari dovuto a El Nino, la temperatura dell’acqua è salita a 33 gradi uccidendo la splendida barriera corallina che non riesce a sopravvivere oltre i 30 gradi. Ma oltre ai danni causati da El Nino sono tante le insidie per i coralli come l’inquinamento, la “corona di spine”, un predatore che succhia il tessuto del corallo, e l’uomo che  spesso danneggia irreparabilmente il delicato eco-sistema corallino.

Per il gruppo Banyan Tree Resort & Spa l’impegno “Green Imperative” si articola  in vari progetti nei vari paesi in cui sorgono i resort. Alle Maldive si lavora per recuperare la barriera con il progetto chiamato Bioroccia, un sistema di accrescimento minerale, mentre un altro progetto prevede il recupero  ed il riposizionamento dei pezzi rotti di corallo. Poi c’è la tutela delle tartarughe marine che vengono a deporre le uova sull’isola di Ihuru. Programmi che i biologi impegnati nei vari progetti, sostenuti finanziariamente dal gruppo Banyan, si augurano possano diventare obbligatori per tutte le isole maldiviane dotate di strutture ricettive. Per salvare un patrimonio che appartiene a tutti. E che rientra nella filosofia del gruppo che vuole esaltare le bellezze della natura per creare esperienze sensorie che una volta facevano parte della vita di tutti i giorni – i profumi del fiori e della frutta tropicale, il dolce fruscìo dell’acqua, il piacere di camminare a piedi nudi sulla sabbia setosa – e che su Vabbinfaru ed Ihuru, invogliano ad abbandonarsi al recupero del benessere fisico e spirituale.

Ma forse l’esperienza più sensuale ed indimenticabile è la cena sotto un cielo fulgido di stelle su una sottilissima secca di sabbia in mezzo all’oceano. Tramontato il sole, l’oceano si appropria di tonalità sempre più profonde, ed i piccolissimi punti di luce che cominciano a brillare nel cielo e i falò dei cuochi sono gli unici punti di riferimento per chi si trova a tu per tu con l’immensità dell’Universo. Inutile dire che anche la cena è indimenticabile, aragoste fresche di giornata, frutti tropicali e, per aggiungere un ulteriore tocco di magia, champagne servito in flutes di cristallo. Poi, prima di tornare “a casa”, un bagno nella laguna illuminata dalla luna, dalle stelle che mai sono sembrate così luminose e splendenti, e dallo straordinario plancton fluorescente che si accende e brilla nell’acqua come la scia luminosa lasciata dalla bacchetta magica della Fata Turchina.

www.angsana.com/en/maldives_ihuru/

www.banyantree.com/en/maldives_vabbinfaru/