APOCALISSE DI FUOCO IN PUGLIA

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Le bombe pirotecniche sparate a San Severo di Puglia nel mese maggio sono la colonna sonora della festa del Soccorso

 

Testo di Lamberto Selleri

Il fuoco, elemento di vita e di morte, è per la teologia cattolica il simbolo di dannazione. Fin dall’antichità il fuoco è stato oggetto di manifestazioni  in cui l’uomo lo sfida, mettendo a repentaglio anche la propria vita. Le processioni sono spesso le espressioni religiose durante le quali il popolo coglie l’occasione per esorcizzare il male attraverso rituali pagani di grande effetto scenografico.

E’ un’esperienza unica assistere o partecipare alle processioni che dal 1600 si svolgono in Puglia nel paese di San Severo la terza domenica di maggio ed il lunedì successivo. In questa occasione viene celebrata la festa patronale in onore di Maria S.S. del Soccorso, di San Severo, di San Severino e degli arcangeli. Durante le processioni che sfilano nel centro storico e nei vari rioni del paese di 55mila anime vengono portate a spallale statue lignee dei patroni e dei santi provenienti dalle chiese della diocesi. Contestualmente hanno luogo i riti pagani: ossia l’esplosione di una sequela di bombe pirotecniche, tra loro collegate con una miccia, in gergo chiamate batterie o fuochi: di fatto la colonna sonora di questa festa che non ha tregua se non a notte fonda. Più batterie poste in punti prestabiliti esplodono in successione durante il tragitto della processione, nel Medioevo si contavano fino a 6000 botti.

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Questo spettacolo e tutta l’atmosfera che l’avvolge fanno pensare alla città spagnola di Pamplona allorché, per la festa di San Firmino, i tori liberi corrono freneticamente lungo le strade gremite di facinorosi i quali, affrontando il pericolo, vivono l’emozione di correre più veloci dei tori per non venire incornati. Le vittime purtroppo non mancano mai. A San Severo si corre la stessa adrenalina: botti assordanti, lingue di fuoco e lapilli incandescenti cadono sugli indumenti dei” Fuenti”, i temerari che, noncuranti del pericolo, sfidano le bombe non una sola volta ma le rincorono per raggiungere le esplosioni successive. Questa lotta, in cui i  partecipanti affrontano il fuoco e il fragore assordante delle esplosioni, è certamente la fase più folcloristica, più esuberante, più temeraria, più caratteristica che accompagna la manifestazione. Vivere questa festa a diretto contatto con i fuochi procura sensazioni paragonabili a quelle che si hanno quando si pratica uno sport estremo come lo è inseguire le bombe mentre scoppiano a poca distanza dalla propria testa. I turisti possono vivere questa prova di coraggio” in diretta” oppure –e lo spettacolo è ugualmente attraente- anche da debita distanza, eventualmente dal balcone di una terrazza per seguire la processione e assistere dall’alto al crepitio delle batterie, che, infuocate, scorrazzano sopra la folla emanando fumo e tuoni di incredibile veemenza.

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Questa sfida di cui il fuoco è protagonista viene considerata dai giovani del luogo come una sorta di iniziazione che chiude le porte della adolescenza. Le batterie di bombe carta provengono dai 20 rioni di San Severo, le migliori sequenze di botti vengono premiate e questa gara crea rivalità tra i rioni. Tutti i botti vengono rigorosamente confezionati da ditte specializzate in fuochi pirotecnici. Come per il palio di Siena la città vive 365 giorni l’anno per questo evento. Tutti vi partecipano e contribuiscono alla sua organizzazione. I tentativi di ridurne la pericolosità dei botti sono tutti naufragati, è una festa in cui gli abitanti si identificano, guai snaturarla, scoppierebbe una insurrezione popolare, come già è avvenuto.

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San Severo che dista dal Gargano km. 15, da Foggia km. 28, da Termoli Km. 62 e da San Giovanni Rotondo km.35, si trasforma per l’occasione in vetrina dell’artigianato foggiano. Viene letteralmente invasa da centinaia di bancarelle dove è possibile acquistare di tutto, in particolare cibi  freschi o trasformati tipici del luogo: formaggi, insaccati, pane, miele,  pasta, taralli, olio extra vergine, vini, mandorle, ceci, fichi e altre tentazioni golose a cui non è possibile resistere.