“Manzù. Le donne e il fascino della figura”

Giacomo manzù

 

Giovedì 12 marzo 2015 si apre al pubblico la mostra “Manzù. Le donne e il fascino della figura” a cura di Lea Mattarella.

L’Area archeologica di Ostia Antica, museo e scavi, diventa luogo di profondo dialogo tra storia antica e bellezza, ospitando trenta opere del maestro bergamasco. Un fil-rouge si snoda tra le statue di divinità esposte nel museo e il fascino della donna di Manzù, tra i suoi lavori e le antiche teste auliche e stilizzate. L’evento è promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, in collaborazione con Il Cigno GG Edizioni.

Giacomo manzù

Il percorso espositivo si conclude nell’ultima sala del Museo, dove è allocata la grande tela intitolata Pittore e modella, del 1958, e si snoda attraverso una serie di sculture e disegni in cui la figura, prevalentemente femminile, viene investigata con passione meticolosa, attraverso le tecniche espressive che furono tre le preferite del Maestro bergamasco: carboncino, acrilico, olio su tela, sculture in bronzo.

La donna, di cui è visibile il capolavoro che Manzù tenne nella sua camera da letto per tutta la vita e che ritrae la moglie Inge, ricondotta all’essenza e alla forza del suo essere, denudata di ogni vanità terrena, è fonte inesauribile d’ispirazione per l’artista che la ritrasse fin dal 1935, in opere agli antipodi dall’approccio accademico.

Giacomo manzù

All’esterno le sculture dialogano sia con la storia millenaria del luogo, animando di figure l’antica città, sia con i visitatori che potranno apprezzare da vicino il lavoro del Maestro bergamasco. Come ha scritto Maurizio Calvesi, “Da amante […] egli non si è posto mai dei “modelli”, né antichi né contemporanei; ma ha risposto in modo diretto al proprio sentimento dell’eros, della bellezza…”. E’ emblematico in tal senso il ritratto di Inge, futura moglie di Manzù, rappresentata nuda su uno scenario spoglio. La nudità della donna e dello spazio che la circonda, dove le suppellettili giacciono inerti su una sedia, simboleggiano l’essenza dell’amore, anche sensuale, che basta a se stesso.

All’ingresso dell’area un cardinale monumentale accoglie i visitatori di Ostia Antica, per ricordare che oltre alle donne Manzù fu scultore e interprete straordinario ed anche innovativo dell’arte sacra, di cui appunto la serie dei cardinali e la Porta della Morte in San Pietro sono capolavori dell’arte plastica del Novecento.

La mostra sarà corredata da un percorso creato ad hoc con forex esplicativi, totem e pannelli, che illustreranno al visitatore la vita e le opere dell’artista. Una piantina, infine, permetterà allo spettatore di rintracciare agilmente le sculture nell’area dello scavo.

Giacomo manzù

SCHEDA TECNICA

 

Titolo mostra                                              Manzù. Le donne e il fascino della figura

Periodo                                            13 marzo – 6 novembre 2015

Mostra promossa da                    Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo                                                                       Nazionale Romano, e l’Area Archeologica di Roma in                                                   collaborazione con Il Cigno GG Edizioni

Curatela                                           Lea Mattarella

Ideazione                                         Paola Germoni e Lorenzo Zichichi

Sede espositiva                             Museo e Area Archeologica di Ostia

Via dei Romagnoli, 717 00119 Roma

martedì – domenica 10.30-13.30, 14.30-18.15

lunedì chiuso

Informazioni                                    06 56368003-0656358099

Servizio di Comunicazione          Sandra Terranova 06 56358003

Promozione SSBAR                      sandra.terranova@beniculturali.it

Il catalogo è pubblicato da Il Cigno GG Edizioni

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