I segni e i colori del Novecento

 

Marc Chagall – senza titolo, litografia originale, s.d.

In mostra alla Palazzina Azzurra di S. Benedetto del Tronto

Opere grafiche dei grandi maestri provenienti dal Museo “Guelfo” di Fabriano

 Testo di Michele De Luca

Sarà visitabile dal 6 luglio al 3 settembre, presso la Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, la mostra dal titolo “Dal Museo ‘Guelfo’. Mirò, Chagall, Picasso, Dalì e gli altri”, curata da Silvia Cuppini con l’elegante allestimento firmato da Roberto Bua, che offrirà un’accattivante selezione di opere (principalmente realizzate con le più diverse tecniche grafiche) provenienti dalle collezioni del Museo fabrianese intitolato all’artista Guelfo Bianchini (Fabriano 1937 – Roma 1997), che costituisce, per la Regione Marche, un raro, forse unico esempio di raccolta di opere originali di arte grafica, di grandi maestri internazionali, moderni e contemporanei, dall’impressionismo francese al Surrealismo, fino ai nostri giorni. Guelfo iniziò la sua Collezione da studente di Belle Arti ad Urbino; i successivi soggiorni, anche per motivi di studio, a Parigi, in Provenza, a Salisburgo negli anni ’50 e ’60 ed infine a Roma lo portarono ad incrementare la collezione. L’ artista fabrianese ha sentito sempre il fascino della secolare tradizione dell’arte della carta, propria della sua città natale, insieme ad una vocazione culturale ed artistica di respiro europeo. “Bello il talento di Guelfo: le sue immagini fantastiche mi rimarranno vive nella mente come il sole e la luna”: sono parole di  Kokoschka dedicate all’artista fabrianese il cui nome intero era Guelfo Ulisse Gaetano Bianchini (Fabriano 1937 – Roma 1997); che fu magnificato anche da de Chirico in termini estremamente lusinghiere: “E’ sempre eccezionale: chi potrà mai capire queste sue visioni, questi suoi folletti, questo suo mondo futuro e invisibile”.

Joan Mirò, senza titolo, litografia

Nel mondo dell’arte Guelfo è considerato uno dei più apprezzati e originali interpreti del surrealismo italiano; un artista estremamente poliedrico e fantasioso di fama internazionale, legato da grande amicizia e da stima reciproca ai più grandi nomi, e comunque rimasto sempre profondamente radicato alla sua terra d’origine e alla città in cui è nato, dove peraltro ha lasciato preziose testimonianze della sua creatività, come, ad esempio, le stupende vetrate nella cattedrale di San Venanzo e nella chiesa di San Giuseppe Lavoratore. Ma c’è un fondamentale risvolto nell’attività di Guelfo, che si intreccia inestricabilmente con il suo lavoro di artista e che ne segue il cammino lungo tutta la sua esperienza creativa; egli fu infatti un appassionato collezionista,  curioso, raffinato, oltre che di grande intuito e competenza. A questo aspetto particolare della sua personalità è rivolta l’attenzione della mostra di San Benedetto del Tronto, un evento espositivo di sicuro interesse, in programma per l’estate a San Benedetto del Tronto, che si traduce in un’indagine ricognitiva nei cospicui materiali da lui lasciati. Dopo il Premio assegnatogli dall’Accademia di San Luca nel 1959, Guelfo – a cui  de Chirico riconobbe “un talento eccezionale” – continua la sua ricerca di artista-collezionista, che lo porta ad incontri con artisti di fama internazionale, quali: Afro, Arp, Bartolini, Bellmer, Bodini, Chagall, Cocteau, Greco, Guidi, Kokoscka, Lam, Levi, Guttuso, Manzù, Masson, Matta, Mirò, Tanning, Tommasi-Ferroni, Turcato, Clerici, Man Ray. Di tali frequentazioni sono testimonianza, oltre alle opere in collezione, anche i numerosi ritratti che molti dei citati maestri gli dedicarono, in segno di profondo sodalizio amicale e artistico; che Guelfo pensasse, da sempre, ad un Museo per la sua città, lo si può dedurre dal fatto che nel 1977 costituì legalmente a Fabriano e a Roma, l’Associazione Museo Internazionale d’arte moderna Collezione Guelfo – attualmente guidata dalla prof. Marisa Bianchini Salimbeni – , intendendo come museo il luogo delle muse e dei veri artisti, contro la mercificazione e il degrado della vita e dell’arte.

Giorgio De Chirico, Il trovatore con lo spadino, litografia a colori

Il Museo Internazionale d’arte moderna “Guelfo”, riunisce dunque nella casa-museo di Fabriano opere dell’artista Guelfo Bianchini e la maggior parte di quei disegni, incisioni, dipinti, sculture oggetto di dono da parte degli amici artisti o frutto di una scelta all’insegna dell’empatia. La continua osmosi artistico-culturale e la profonda amicizia con Cocteau, Chagall, Dalì, Man Ray, Masson, De Chirico, Manzù (solo per citarne alcuni), producono una galleria di ritratti che hanno lui come protagonista e che sviscerano ogni singolo lato della sua sfaccettata personalità. L’artista fabrianese, appassionato di un’arte che conduce nei misteri dell’anima, ha creato una collezione coerente con i suoi interessi. La lunga permanenza dell’artista a Roma e a Parigi, i suoi numerosi viaggi attraverso l’Europa sono stati occasione di incontri, segni dell’esigenza di scambiare idee e completare le proprie intuizioni con altri artisti. Attraverso l’esposizione di opere inedite di alcuni protagonisti dell’arte moderna presenti nella collezione  da una parte si persegue lo scopo di mettere a fuoco la dimensione internazionale dell’artista fabrianese e dall’altra si offre al pubblico la possibilità di ripercorrere le principali correnti artistiche accompagnati dallo sguardo sensibile di Guelfo. La mostra sarà articolata in tre sezioni. Una prima sezione riunisce i ritratti di Guelfo eseguiti dagli artisti e alcune opere inedite a lui dedicate che testimoniano il momento dell’incontro fra l’artista fabrianese e i protagonisti delle avanguardie internazionali tra cui Jean Arp, Luigi Bartolini, Victor Brauner, Remo Bodini, Hans Bellmer, Corrado Cagli, Marc Chagall, Fabrizio Clerici, Jean Cocteau, Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Pericle Fazzini, Tonino Guerra, Virgilio Guidi, Oskar Kokoschka, Man Ray, Giacomo Manzù, André Masson, Fausto Pirandello, Riccardo Tommasi Ferroni, Giulio Turcato.

Pericle Fazzini – Autoritratto, serigrafia, s.d.

Segue una seconda sezione, costituita da artisti scelti da Guelfo perché in sintonia con la sua poetica: Francis Bacon, Balthus, Georges Braque, Paul Cézanne, Raoul Dufy, Max Ernst, Francisco Goya, Vasilij Kandinsky, Wilfredo Lam, Henry de Toulouse-Lautrec, Fernand Léger, René Magritte, Edouard Manet, Henry Matisse, Joan Mirò, Sante Monachesi, Pablo Picasso, Pierre Auguste Renoir, Georges Rouault, Mimmo Rotella, Alberto Savinio. L’ultima sezione è dedicata alla proiezione video al fine di ricostruire in mostra gli interni abitati da Guelfo sia a Roma che a Fabriano, per restituire l’effetto di insieme della collezione e principalmente il senso di calda ospitalità espresso dall’artista nell’ordinarla intorno alla sua quotidiana ricerca delle ragioni dell’arte. La suggestiva collocazione della Palazzina Azzurra, quasi sospesa fra il mare e un viale di palme, ha guidato il progetto di allestimento verso la trasparenza e la fluidità. Appassionato di un’arte che conduce nei misteri dell’anima, l’artista fabrianese ha creato una collezione coerente con i suoi interessi. La lunga permanenza dell’artista a Roma e a Parigi, i suoi numerosi viaggi attraverso l’Europa sono stati occasione di incontri, segni dell’esigenza di scambiare idee e completare le proprie intuizioni con altri artisti. Attraverso l’esposizione di opere inedite di alcuni protagonisti dell’arte moderna presenti nella collezione  da una parte si persegue lo scopo di mettere a fuoco la dimensione internazionale dell’artista fabrianese e dall’altra si offre al pubblico la possibilità di ripercorrere le principali correnti artistiche accompagnate dallo sguardo sensibile di Guelfo.