Refill not Landfill

una campagna per ridurre l’uso della plastica con l’introduzione di bottiglie ricaricabili in alluminio a Siem Reap in Cambogia.

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di Pamela McCourt Francescone

 

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“Carica non Discarica” – Refill not Landfill – è l’iniziativa lanciata a Siem Reap con l’obiettivo di ridurre la quantità di rifiuti di plastica prodotti e utilizzati nel Regno di Cambogia, proponendo l’uso di bottiglie ricaricabili in alluminio ai visitatori che arrivano in questa città a pochi chilometri dai templi di Angkor Wat che l’anno scorso ha registrato oltre 4.7 milioni di arrivi internazionali per turismo.

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A Siem Reap il visitatore soggiorna in media 6.8 giorni, consumando non meno di due litri di acqua al giorno. E, come la maggior parte dei turisti che visitano siti archeologici e monumenti antichi, chi parte alla scoperta della zona dei templi di Angkor Wat porta con sé una bottiglia d’acqua da mezzo litro. Essendo più piccole e leggere, queste bottiglie sono più facili da riporre nella borsa o nello zaino, ma finiscono presto, e nell’arco della giornata di tour e visite ogni turista compra in media quattro bottigliette.

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“I numeri parlano chiaro”, dice Christian De Boer di Jaya House River Park, un boutique hotel nel cuore di Siem Reap, ideatore dell’iniziativa che ha avuto l’adesione di molti alberghi, ristoranti e operatori turistici. “Sono non meno di 355.000 le bottiglie di plastica che ogni giorno vengono buttate via dopo l’uso. Questo significa 10 milioni di bottiglie al mese e 130 milioni di bottiglie all’anno”.

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Refill not Landfill, promossa da una quarantina di aziende nel settore del turismo e dell’ospitalità ha come obiettivo la riduzione della quantità di plastica, attraverso una campagna di sensibilizzazione e l’introduzione di leggere bottiglie di alluminio al posto di quelle in plastica.

“Le bottiglie in alluminio, con il marchio dell’hotel, del ristorante o dell’operatore che sostiene la campagna e le mette a disposizione dei visitatori, riportano sul retro l’elenco delle località in città – ormai oltre una trentina tra alberghi, ristoranti, bar e anche il Made in Cambodia Market – dove è possibile ricaricare le bottiglie con acqua fresca, il tutto a costi zero per il visitatore”, spiega De Boer.

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La plastica che diventa spazzatura stermina la fauna e la flora, soffoca i mari e riempie le discariche con rifiuti che resisteranno per secoli. In Cambogia sono pochi gli impianti per il riciclaggio, e ogni anno tonnellate di rifiuti di plastica finiscono nelle discariche o sono abbandonati nelle campagne, lungo le strade, nelle risaie, e nei corsi d’acqua causando danni inestimabili all’ambiente.

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Globalmente sono sempre di più le misure adottate per eliminare l’uso di bottiglie, contenitori e articoli in plastica. Per esempio, negli ultimi quindici anni paesi come l’Australia, l’Irlanda, il Bangladesh, l’India, gli Stati Uniti e la Cina hanno posto restrizioni sulla vendita e sulla distribuzione di molti prodotti di plastica compreso le bottiglie, le buste e le posate. Ora tocca a Siem Reap, dove sono previsti fino a cinque milioni di arrivi per turismo quest’anno, dare un esempio di grande civiltà nella lotta contro la plastica.

“Siamo un gruppo piccolo”, dice De Boer, “ma speriamo che altri vorranno seguire il nostro esempio per tutelare il paese e renderlo più verde, sano a bello per il beneficio di tutti”.

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