«RIETI CUORE PICCANTE» DAL 29 AGOSTO AL 1 SETTEMBRE

 

Di Mariella Morosi

LA CITTA’ SABINA DIVENTA PER 4 GIORNI LA CAPITALE MONDIALE DEL PEPERONCINO

Se questa estate è stata rovente, l’appuntamento piu’ hot deve ancora arrivare. «Rieti cuore piccante», in programma nella città sabina dal 29 agosto al 1 settembre, è diventato in pochi anni un appuntamento imprescindibile per i buongustai che amano quel valore aggiunto che il peperoncino -quel dono che ci portò Colombo dalle Americhe- regala a tanti sapori. Ci sono tutte le premesse per confermare il successo di questa terza edizione di un evento che ha promosso Rieti a Fiera Campionaria e capitale mondiale del peperoncino. Tante le novità, gli eventi enogastronomici e artistici che attirerrano migliaia di visitatori, come è avvenuto nelle precedenti edizioni. Quest’anno, per iniziativa del Ristorante La Palazzina,  è nata l’Officina del Peperoncino, un laboratorio di creatività e di gastronomia basato sulla diffusione della cultura «piccante» e della conoscenza di questo frutto e di tutti i suoi utilizzi, senza trascurarne l’aspetto salutistico. «Rieti Cuore Piccante» è un evento nato per iniziativa della associazione «Peperoncino a Rieti» con la collaborazione dell’Accademia Nazionale del Peperoncino, dell’Ambasciata del Messico, degli enti locali, della Regione Lazio e del Ministero delle Politiche Agricole. «E’ un appuntamento da non perdere- dice Stefano Colantoni, presidente dell’Associazione Peperoncino a Rieti – con oltre 1.000 varietà’ di capsicum provenienti da tutto il mondo e tre paesi ospiti, Ghana, Honduras e Messico. E’ una conferma  del carattere di internazionalità di questa manifestazione che in pochissimo tempo è diventata un punto di riferimento fondamentale per gli appassionati di tutti i continenti». Difficile  quantificare quanti siano realmente gli amanti di questa infuocato frutto tanto è diffuso in tutto il mondo, ma esperti di numeri ci dicono che i consumatori abituali sono circa quattro miliardi.

Le nostre tradizioni classiche più antiche lo ignorano, ma sappiamo che quando il medico di Siviglia che accompagnò Cristoforo Colombo nella sua impresa ne portò alcuni semi, la coltivazione si estese come un incendio in Europa, specialmente nelle zone calde. Anche da noi  e in tutto il bacino del Mediterraneo si vedono comunemente appesi grappoli di rossi diavolicchi. Nei quattro giorni della festa reatina si potrà apprezzare il peperoncino nelle sue mille varietà. Ci saranno quelli nostrani,  diversi nei colori e nelle forme, ma anche l’Habanero, il Cayenna, il Poblano, il Cascabel, il Thai, fino al micidiale Naga Jolokia che, con il suo milione di gradi nella scala Scoville, risulta ai primissimi nella classifica dei più piccanti al mondo. In un viaggio tra gli stand allestiti nelle piazze sarà possibile degustare e acquistare il top della produzione mondiale. Alla nascita dell’Offìcina del Peperoncino hanno collaborato Les Epiciers, fornitori di selezioni del prodotto proveniente da vari Paesi ma coltivati a Rieti in modo assolutamente naturale, senza chimica né forzature, e il birrificio artigianale BIrra Alta Quota che lo usa in una intrigante «bionda» di fuoco. Ad essere offerto in degustazione sarà soltanto il prodotto fresco, bandito sia quello in polvere che quello confezionato industrialmente. L’Officina organizzerà tutto l’anno, anche al là dell’evento, veri e propri laboratori del gusto per la sua clientela  con approfondimenti botanici e scientifici. 

Se questo frutto (viene definita spezia quando è seccata e ridotta in polvere, come la paprika) esalta ogni sapore, la scienza ci dice che fa anche bene alla nostra salute, dopo che Ancel Keys ed altri scienziati notarono la minore incidenza delle cardiopatie nei popoli che ne facevano uso. Il segreto è la capsicina, che svolge un’azione revulsiva e dilatatoria. attivando la circolazione capillare. Uno dei più grandi esperti, il lucano Ettore Liuni, sosteneva che è il peperoncino «valido contro tutte le infermità escluso il morso della vipera». Questo indipendentemente dal colore del frutto, che può essere rosso,giallo o verdissimo, nonché di varie e fantasiose forme e dimensioni. Proprio a Rieti è stato realizzato un progetto per stabilirne in modo scientifico il grado di piccantezza e che ha portato alla realizzazione di uno dei più grandi campo-catalogo sul peperoncino realizzato presso l’Istituto Carlo Jucci di Rieti che dipende dalla Facoltà di Agraria dell”Università di Perugia. Pochi sanno inoltre che il peperoncino contiene più vitamina C di ogni altro vegetale: molto piu’ del kiwi, dei broccoli e sei volte più degli agrumi.

Ma c’è un altro aspetto che la Festa vuole evidenziare, quello economico. Perché importarne grandi quantità quando l’Italia ha tutte le caratteristiche per diventarne uno dei maggiori produttori?  Una possibile leadership avrebbe ricadute assolutamente positive in termini di occupazione e di business. Inoltre il peperoncino è una pianta annuale, adattabile e generosa, che cresce dovunque, anche sul balcone di casa. E’ tanto bella con i suoi rossi frutti che se ne sono impadroniti anche i fiorai a scopi decorativi. Non si comprende dunque perché il 70% di quello consumato in Italia provenga dall’estero. Si parlerà anche di questo a Rieti in convegni e seminari, ma il cartellone 2013 offrirà tanta musica e spettacoli con artisti di fama. Sarà, promettono gli organizzatori, una allegra festa di colori e di gusti per dare l’addio all’estate.