VIENNA: SUCCESSO DELL’ANNO DEDICATO A KLIMT

AL KUNSTHISTORISCHES MUSEUM IL “PONTE” PROROGATO FINO ALLA FINE DELL’ANNO

Testo di Mariella Morosi

Per tutto il 2012, Vienna continuerà a rendere omaggio con varie iniziative all’artista viennese Gustav Klimt (1862–1918), il fondatore della Secessione viennese che ha cambiato il corso dell’arte nel passaggio tra l’Ottocento e il Novecento, influenzando l’opera di altri grandi come Egon Schiele e Oskar Kokoschka. Tra le numerose iniziative per i 150 anni dalla nascita dell’artista, per la prima volta è visibile da vicino un ciclo pittorico di 40 scene nello scalone nord del Kunsthistorisches Museum, dipinto da un Klimt ventottenne insieme al fratello Ernst e all’amico Franz Matsch. Per rendere visibile al pubblico queste opere situate a 12 metri da terra è stato costruito un gigantesco “ponte” di 4 tonnellate. La megastruttura provvisoria resterà in funzione fino alla fine del 2012, definito “anno di Klimt”. In migliaia finora hanno potuto ammirare da vicino il ciclo di dipinti creato nel 1890 su commissione della casa imperiale. Si tratta di 40 scene che hanno per tema la rivisitazione dei vari stili della storia dell’arte, partendo dagli Egizi e arrivando ai movimenti europei, attraverso l’antichità classica greca e romana. Molte opere del fondatore del Modernismo sono esposti per la prima volta al pubblico a Vienna insieme a tutta una serie di eventi, appuntamenti, itinerari e rassegne straordinarie. Anche lo shopping è ispirato a Klimt e ai suoi seguaci: moda, design, oggetti di arredamento e persino l’offerta enogastronomica.

 

Pubblicate per l’occasione varie opere che parlano dell’arte di Klimt e della sua musa ispiratrice Emilie Flöge, direttrice di un grande atelier viennese, amata per venti anni tra passioni, colpi di scena e tradimenti. A lei e ai suoi amici l’artista inviò centinaia di cartoline dai lunghi viaggi intrapresi in tutt’Europa. La sua opera più celebre, “Il bacio”, tra le più riprodotte al mondo, può essere ammirata nel Belvedere di Vienna. Questo “bacio”. in cui klimt rappresenta se stesso ed Emilie in un suggestivo momento di passione, ha cambiato il mondo rivoluzionando la pittura. I suoi quadri oggi hanno valutazioni impensabili. Straordinari i ritratti di donna, criticati all’inizio perché in contrasto con i canoni vigenti, ma presto compresi nella loro geniale innovazione. Per le decorazioni in oro è chiara l’ispirazione ai mosaici di Ravenna e Venezia. Al Museo Leopold è possibile conoscere il Klimt privato attraverso carte, schizzi, fotografie, lettere e cartoline, con l’opera «Morte e vita» e il paesaggio «Attersee». Sono esposti anche vari dipinti prestati da collezionisti internazionali. Sui disegni di Klimt si concentrano due musei: l’Albertina che ne presenta 70 e il Wien Museum con un centinaio, tra cui un ritratto di Emilie Flöge eseguito del 1902. Proprio alla compagna di Klimt il Museum für Volkskunde dedica una mostra che presenta la raccolta di campioni di tessuti dell’affermato salone di moda della Flöge, attivo a Vienna fino al 1938.

 

Su cartoni e disegni preparatori verte invece la mostra del Mak incentrata sul fregio per la sala da pranzo del Palazzo Stoclet di Bruxelles. Realizzato da Klimt tra il 1910 e il1911, il fregio è una delle opere fondamentali della sua produzione artistica, insieme all’altro di Beethoven del 1902, sviluppato su 4 metri e trasferito nel 1986 dalla sala principale del Palazzo della Secessione ai sotterranei dello stesso edificio. Alla Künstlerhaus è di scena il Klimt della “rottura” quando nel 1897 abbandonò clamorosamente l’associazione degli artisti affacciata sulla Karlsplatz per dar vita alla Secessione. Anche il Theatermuseum partecipa alle iniziative dell’anno klimtiano con una mostra dedicata allo scandalo provocato nel 1899 dal dipinto «Nuda Veritas», difeso con forza dal critico letterario austriaco Hermann Bahr. Dal 28 febbraio 2013 un altro importante evento diletterà i visitatori del Kunsthistorisches Museum: la Collezione di Scultura e Arti Decorative (Kunstkammer).

 

La raccolta più grande e importante al mondo del suo genere, riaprirà i battenti dopo 10 anni di chiusura. L’artista viennese viene celebrato quest’anno anche a Venezia con una grande mostra al Museo Correr: “Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione”. Aperta fino alla fine di ottobre, è frutto di una co-produzione tra la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Museo Belvedere di Vienna, a cura di Alfreid Weidinger, uno dei massimi esperti dell’artista. Sono esposti dipinti, disegni, mobili e raffinati gioielli, ma anche elaborate ricostruzioni e documenti storici, la nascita e l’evoluzione, in ambito pittorico e architettonico, dell’opera di Klimt e di quanti con lui diedero vita alla svolta modernista tra cui Minne, Jan Toorop, Fernand Khnopff, Koloman Moser e il compagno di tante avventure intellettuali e progettuali, Josef Hoffmann.