“Recuperare il passato per avere un futuro. La scuola diventa un Museo”.

Una mostra presso la Rome International School, Via Guglielmo Pecori Giraldi, 137 Roma.

(fino al 30 aprile 2017)

di luisa Chiumenti

Sarcofago_etrusco_recuperato_a_Ginevra

Dopo il successo della mostra “Pop Icons”, la Rome International School (RIS), di proprietà della prestigiosa Università LUISS, in accordo con il MiBACT ed il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, ha allestito un’altra interessante esposizione che, nei mesi di Marzo ed Aprile 2017 offre ben 75 reperti archeologici, recuperati dalla speciale unità dei Carabinieri, alla conoscenza del al grande pubblico, oltre che agli approfondimenti da parte dei suoi numerosissimi studenti provenienti da 50 nazionalità diverse. Come esprime il titolo della mostra si tratta di una operazione culturalmente esemplare che si propone di “costruire un ponte tra passato e futuro”, proprio attraverso una attenta educazione alla bellezza delle nuove generazioni per far sì che sempre di più e sempre meglio possano “riconoscerla, apprezzarla e proteggerla”.

Ed ecco che i visitatori sono subito affascinati da reperti di rara bellezza, come ad esempio: un sarcofago in terracotta di fattura etrusca, recuperato a Ginevra; alcuni vasi con rappresentazioni mitologiche e un grande cratere apulo a mascheroni, sequestrato in Corsica.

Ma una installazione di particolare è quella relativa ad una “armatura ideale”  inedita, composta da elmo, corazza, schinieri e lancia risalenti al V e VI secolo a.C. di cui proprio la Rome International School ha finanziato il restauro. Come ha sottolineato l’architetto Di Paola, Soprintendente e Dirigente Generale Emerito MIBAC, “ …la RIS ha voluto partecipare fattivamente ai processi del recupero e della restituzione “in integro”, abituale, diuturno ed insostituibile lavoro del Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, sostenendo le spese del restauro, condotto, sotto la Direzione del dott. D’Ercole, da un professionista proveniente dall’ I.S.C.R.,” (v. Catalogo ed. Gangemi 2017), di questa rara armatura bronzea italica.

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Ed è particolarmente suggestivo cogliere l’atmosfera particolare che il visitatore capta attraverso gli sguardi degli allievi, orgogliosi e consapevoli del fatto che realmente, attraverso il loro studio e la loro stessa attività, antichi tesori esposti nelle sale del bell’edifico moderno della RIS “passato e futuro si fondano per diffondere e difendere valori universali: rispetto, tutela, legalità”.

La mostra, aperta in anteprima alla stampa, è stata poi inaugurata alla presenza del Generale di Brigata, Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Fabrizio Parrulli; del Direttore Generale LUISS Guido Carli, Giovanni Lo Storto; del Direttore Scientifico della mostra, Roberto Di Paola, del Colonnello Alberto De Regibus e di diversi ospiti del MiBACT e della comunità nazionale e internazionale.

E segnaliamo ancora, fra i pezzi esposti il grande “Sarcofago in terracotta” con l’immagine del defunto disteso sulla “kline”, il letto con testata decorata usato per il convivio, realizzato a Tuscania fra il III e il II sec. a. C. ; la bellissima ”Hydria etrusca a figure nere” attribuita al pittore di Micali (dal nome dello studioso che pubblicò per primo le sue opere), attivo in Etruria nella seconda metà del VI sec. a. C.

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E ancora: un vaso per acqua bellissimo che rappresenta il mito dei pirati etruschi trasformati da Dioniso in delfini che, scavato clandestinamente in Etruria Meridionale è stato restituito all’Italia dal Museo di Toledo in Ohio a maggio 2014.

E dalla Magna Grecia ecco ancora il “Cratere a calice a vernice nera”, risalente al 330-300 a. C., nello stile di Egnathia, dal luogo dei primi rinvenimenti nel XIX secolo in Puglia; come pure, dalla Puglia ecco un “Askos”, vaso funerario sontuoso rinvenuto nella zona di Canosa, decorato con una testa alata femminile, cavalli, vittorie alate, la statuetta di Eros e una figura maschile e una femminile (forse la defunta?) del IV – III sec. a. C.

Da ultimo citiamo il sequestro effettuato a Campione d’Italia nel 2015 che ha portato al recupero di cinque lastre dipinte che decoravano le pareti di una tomba lucano-sannita. La tomba di un uomo come si vede dalla scena del “ritorno del guerriero” che costituisce l’immagine portante accompagnata ai lati da corse di bighe, scene di pugilato, duelli che evocano i giochi funebri. Tutte le lastre, pertinenti alla sepoltura di un membro influente dell’aristocrazia lucana del IV sec. a. C., dai tombaroli sono state tagliate a metà e ricomposte forse per trasportarle meglio.

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Come ha ben ricordato il Col. De Regibus, vice comandante dei Carabinieri della Tutela, le opere esposte sono scaturite da tre importanti operazioni dei Carabinieri che hanno consentito il rientro in Italia di eccezionali pezzi archeologici: l’ “Operazione Andromeda” che nel 2010 aveva visto il ritorno di 337 reperti, che prende il nome dall”Ydria” apula a figure rosse in cui è raffigurato il mito di Andromeda, l’”Operazione antiche dimore”, conclusasi nel 2016, che ha consentito il trasferimento dalla Svizzera di 45 casse di reperti archeologici (rinvenuti in antiche case e ville), da cui il nome e l”Operazione Teseo” del 2015 che ha portato al recupero di oltre 5000 pezzi rimpatriati da Basilea, provenienti da scavi clandestini in Puglia, Sicilia, Sardegna e Calabria ( opere databili fra l’VIII sec a. c. e il III sec. d. C.).

Ed ecco come gli studenti sono divenuti essi stessi, promotori di consapevolezza di quello che rappresenta un paesaggio archeologico e di come sia terribile qualsiasi opera di violazione o distruzione.

Da qui dunque l’essenzialità di una attenta tutela non solo da parte degli organi preposti, ma di ogni “cittadino del mondo”.

Ricordiamo che la Rome International School è una scuola privata di altissimo livello culturale, fondata nell’88 e acquisita dalla Luiss nel 2002, con un corpo docente internazionale e lingua ufficiale : inglese.

Per informazioni:

Rome International School

Via Guglielmo Pecori Giraldi, 137 – Roma