PIRAMIDE DI CAIO CESTIO

Celebrazione del completamento del restauro. Roma20 aprile 2015 –

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La Piramide dopo il restauro

Testo di Luisa Chiumenti

Una di quelle splendide giornate di primavera (il 20 aprile 2015) che Roma sa regalare ai suoi abitanti e ai suoi ospiti, ha sottolineato un evento eccezionale e un ottimo esempio di collaborazione pubblico-privato: la  Celebrazione del completamento del restauro della Piramide di Caio Cestio compiuto dalla Soprintendenza  Speciale (Maria Grazia Filetici direttore del progetto  e dei lavori e Rita Paris, Direttore del monumento e Prosperetti Soprintendente Archeologico) , per il generoso mecenatismo di Yuzo Yagi, presidente di Yagi Tsusho Limited in Japan and International Group of Companies. Realizzato con le più moderne tecnologie e con professionalità scientifiche, culturali e tecnologiche di alto livello, il progetto per la restituzione del monumento, da tempo in attesa dei fondi necessari, è stato ultimato in tempi eccezionalmente brevi e si presenta quale “modello di riferimento per interventi di questo  tipo, non solo per i risultati raggiunti, ma per l’acquisizione di nuove conoscenze sulla Piramide e sullo stato fisico di questo monumento lapideo”. L’intervento, caratterizzato dalla forte impronta sperimentale e scientifica, si presenta infatti come un vero e proprio “laboratorio a cielo aperto” che nei prossimi anni grazie a sistemi all’avanguardia, fornirà importanti dati sulla reazione dei protettivi del marmo all’inquinamento, facilitando anche la manutenzione periodica che contribuirà alla tenuta del restauro.

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La Piramide dopo il restauro

Questi i “numeri” del restauro: 330 giorni impiegati per la costruzione del sepolcro di Caio Cestio;  327 giorni impiegati per il restauro in 23.544 ore; 2.264,94 superficie di marmo di Carrara restaurata. Ma è oltremodo interessante riportare anche i tempi ele modalità con cui si è svolta la operazione di mecenatismo. Era il  27 ottobre 2010 Mr. Yagi, intenzionato a fare un atto di elargizione liberale per il restauro di un momento di Roma, incontra i direttori responsabili della Piramide di Caio Cestio e il 30 dicembre 2010, dopo aver visitato più monumenti della capitale, Mr. Yagi informa il Ministero di aver scelto la Piramide elargendo un finanziamento di 1.000.000 di euro. Il 26 marzo 2012 avviene la firma della convenzione tra le parti e il nel novembre 2012 iniziano le operazioni relative al restauro specialistico. Il  18 dicembre 2013 Mr. Yagi accorda un secondo finanziamento, ancora una volta  pari a 1.000.000 di euro; i lavori del primo lotto, infatti, proseguono più rapidamente  del previsto e terminano – con notevole anticipo – il 7 aprile 2014. Nello stesso mese, grazie alla seconda donazione, i lavori d’intervento sul monumento proseguono  senza interruzioni e il 19 dicembre 2014 termina il restauro con 75 giorni d’anticipo rispetto alla  stima del progetto.

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Il monumento prima del restauro

Si tratta dunque di un risultato eccellente, ottenuto da restauratori, archeologi, architetti, strutturisti, chimici e meccanici,  grazie alla generosità di Yuzo Yagi, detto  il “mecenate in bianco” per il colore dei suoi abiti.  Il restauro ha avuto obiettivi ben precisi, cinque dei quali sono stati resi espliciti nella “Convenzione tra la Soprintendenza e la YAGI TSUSHO LTD”: ridurre il livello di degrado del sito archeologico nel suo insieme; costituire un riferimento metodologico del restauro dei monumenti lapidei all’aperto sia per i materiali sia per le tecniche da utilizzare per la conservazione; elaborare un sistema di documentazione dei dati del restauro per aggiornare il Sitar, cioè il sistema multimediale di archiviazione e gestione dei dati già in possesso della Soprintendenza; acquisire nuove conoscenze archeologiche sul manufatto; promuovere una più ampia conoscenza archeologica, storica e scientifica sulla Piramide di Caio Cestio, con la pubblicazione dei risultati di un restauro che presenta notevoli valenze metodologiche per la comunità scientifica e per quanti si troveranno ad affrontare analoghi problemi di conservazione nel mondo. E questi i cinque obiettivi raggiunti: è stato ultimato il nuovo ingresso senza barriere architettoniche verso porta San Paolo; il protocollo di ricerca ha consentito di acquisire dati scientifici inediti sulle metodologie, sui prodotti e sullo stato di conservazione delle pareti lapidee.

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Il complesso ponteggio durante il restauro

I controlli periodici proseguiranno negli anni, per ottenere nuovi risultati diagnostici sulla reazione dei trattamenti protettivi all’ambiente inquinato; i rilievi archeologici hanno prodotto materiali inediti sullo stato fisico e archeologici della Piramide, tali documentazioni sono oggi riversate nel SITAR; nel corso dei lavori sono stati aggiornati e approfonditi temi storici e documentari sul monumento antico ed è in via di pubblicazione una monografia scientifica sulla Piramide di Caio Cestio, la sua storia e i restauri. Anche i  dipinti di Terzo stile della camera sepolcrale interna sono stati messi al riparo dalle infiltrazioni d’acqua, le deformazioni del rivestimento in blocchi di marmo assicurate grazie ad apparecchi in acciaio inossidabile, progettati espressamente per questo restauro. Il team è formato da affermati professionisti della conservazione: per la Soprintendenza  Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area archeologica di Roma (SSCOL) l’archeologa Rita Paris, l’architetto Maria Grazia Filetici e per l’ISCR la restauratrice  Pina Fazio. L’appalto è stato diretto con professionalità dai restauratori Sergio  Salvati e Antonella Docci.  La Soprintendenza auspica e propone al Comune di Roma, per garantire la conservazione, di modificare la viabilità del piazzale Ostiense e le strade che lambiscono le Mura, la  Porta San Paolo e la Piramide allontanando il traffico veicolare dal monumento.

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Rifinitura meccanica di precisione della pulitura del marmo di Carrara – ©LF

 

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