Non solo pioggia… Norman Ackroyd, dalla terra dello Yorkshire alla Firenze dell’arte

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L’Arte Incisoria di Norman Ackroyd

Cartavetra – Luogo Per Le Arti

Via Maggio, 64/r Firenze

dal 18 maggio al 24 giugno

 

 

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Di Giuseppe Garbarino

Che gli inglesi siano sempre stati di casa a Firenze è un dato di fatto, molti erano artisti innamorati dei panorami locali, amanti dei colori e dei profumi delle nostre colline, vivevano in grandi ville o, nel casi di brevi visite alloggiavano negli alberghi lungo la riva dell’Arno.

Norman Ackroyd è sicuramente anomalo in questo panorama anglosassone che volle per gli ango-beceri, soprannome non dispregiativo, la ricerca del sole e della luce, Norman Ackroyd, che dal 18 maggio al 24 giugno espone nella città del giglio, rincorre quei panorami nordici spazzati dal vento, dove la luce è solo un riflesso da inseguire, cercare e non trovare mai.

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Accademico reale è famoso per le incisioni forti, rudi, monocromatiche, quasi impossibili, ruderi circondati da uccelli, raggi di sole che si mescolano con un’ipotetica aurora boreale, mentre tutto è immobile e allo stesso tempo sorprendentemente vivo, si legge nelle sue opere il profondo rispetto e amore per la natura e il paesaggio delle grandi scogliere.

Elencare i luoghi dove Ackroyd ha esposto potrebbe diventare una lista di pesante pomposità, ma la sua carriera artistica merita alcuni riferimenti, ecco che le sue opere si trovano permanentemente esposte in luoghi come l’Albertina Museum, l’Art Institute di Chicago il Museum of Fine Arts di Boston o alla National Gallery di Normandia e al British Museum di Londra.

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Nato nel 1938 a Leeds, una cittadina dello Yorkshire, ha forse preso ispirazione, fin da giovane, da quel masso che sovrasta la brughiera di Ilkley Moor, una roccia che incute timore, levigata dai millenni e che ricorda i tempi passati, quando antichi druidi e cavalieri vegliavano sulle nebbie che inghiottivano i greggi di pecore fin dai tempi di Guglielmo il Conquistatore. C’è tanto verde in questa regione, proprio grazie alla pioggia e alle nuvole che tolgono il calore del sole, ma le opere di questo incisore rincorrono il grigio e solo raramente gli acquarelli fanno emergere il verde di questi luoghi.

Ecco il parallelismo artistico, l’antichità della sua terra e quel grigio leggermente innevato che rendono le sue opere quasi fotografiche, leggermente avvolte da un nebbiolina che tutto pervade.

Tale è l’impatto visivo che ci offre Ackroyd che ci siamo dimenticati di dire dove viene fatta questa sua personale fiorentina, a Cartavetra, una galleria in via Maggio al 64, che esordì nel 2015 con quella mostra le “Ruvidezze”, un modo per segnare la via che intendeva seguire questa associazione di artisti toscani, ed oggi con le incisioni di Ackroyd sottolineare ancora di più il percorso artistico.

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E’ la prima volta che vengono esposte in Italia le opere dell’artista britannico, del quale possiamo ancora affermare che ogni passaggio tecnico per la realizzazione delle opere è da lui personalmente seguito ed eseguito, sottolineando la capacità di capire o meglio la sensibilità grafica e il rispetto per la natura che vuole riprodurre.

La mostra è promossa e organizzata da Cartavetra – Luogo per le Arti, per ricordare i 100 anni di fondazione del British Institute of Florence, tra l’altro visitato proprio recentemente da Carlo d’Inghilterra con la consorte Camilla; l’evento è patrocinato della Città Metropolitana di Firenze, del British Institute of Florence, del Consolato Britannico Generale a Milano e della Camera di Commercio Britannica per l’Italia, e realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze e di Valentina Piemonte – Fideuram Private Banker.

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L’Arte Incisoria di Norman Ackroyd

 Cartavetra – Luogo Per Le Arti

Via Maggio, 64/r Firenze

dal 18 maggio al 24 giugno