Duino, il Castello della poesia

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In uno degli angoli più incantevoli della Venezia Giulia

 

Dal 17 al 22 marzo giornate d’incontri ed eventi dedicate ai giovani talenti

 

Testo di Michele De Luca

 

Il Castello di Duino, in provincia di Trieste, è uno dei luoghi della poesia per eccellenza: fu proprio qui che il poeta praghese Rainer Maria Rilke compose le sue famose Elegie Duinesi. Celebri in tutto il mondo sono i suoi stupendi versi: “Gli amanti potrebbero, se sapessero come, nell’aria della notte / dire meraviglie. Perché sembra che tutto / faccia segreto di noi. Guarda, gli alberi sono; le case, / che noi abitiamo, rimangono. Solo noi tutti trapassiamo, come l’aria che muta. / E tutto cospira a tacere di noi, un po’ come si tace / un’onta, forse, un po’ come si tace una speranza ineffabile”. Sarà proprio questo romantico castello, arroccato su uno sperone roccioso a precipizio sul mare, dimora e fonte d’ispirazione per gli artisti che lo abitarono, da Johann Strauss a D’Annunzio, da Mark Twain a Liszt, fino a Paul Valéry, a ospitare l’XI edizione del “Concorso Internazionale di Poesia e Teatro Castello di Duino”, uno dei più prestigiosi premi letterari rivolti ai giovani di tutto il mondo, patrocinato dall’UNESCO. Dai suoi esordi ad oggi il Concorso, inserito nella più ampia Festa della Letteratura e della Poesia in calendario dal 17 al 22 marzo prossimi tra Duino e Trieste, ha coinvolto ben undicimila giovani poeti provenienti da novanta Paesi dei quattro continenti e un pubblico sempre più numeroso e appassionato.

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Anche le date della manifestazione non sono casuali: cade infatti proprio nella settimana del 21 marzo, primo giorno di primavera e Giornata Mondiale della Poesia voluta dall’UNESCO per riconoscere all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace. La manifestazione, che prevede sei giornate d’incontri, reading, workshop, spettacoli teatrali e musicali (per informazioni sul programma, ufficio stampa di Giulia Basso, e-mail giuliabass@gmail.com), richiamerà anche quest’anno a Trieste giovani autori di tutto il mondo, per conferire il 22 marzo, al migliore in assoluto, la medaglia del Presidente della Repubblica, nell’ambito di una cerimonia di premiazione che si svolgerà proprio nella suggestiva cornice del Castello.

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Riservato ai poeti fino ai 30 anni di età, il concorso prevede una graduatoria speciale per i giovanissimi (under 16), una sezione riservata alle scuole e una sezione teatrale ed è promosso dall’Associazione di volontariato “Poesia e Solidarietà” di Trieste, esso rientra in un vasto progetto basato sull’idea che la parola poetica e il dialogo senza confini possano promuovere il pacifico confronto sui valori.  Sono numerose le personalità che negli anni hanno condiviso questa impostazione, partecipando alla manifestazione come testimonial , e le istituzioni che lo appoggiano fin dalla nascita.

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Michela Monferrini

Quest’anno a discutere con i giovani poeti del premio “Castello di Duino” sarà la scrittrice e poetessa Michela Monferrini, past winner del concorso “Castello di Duino” e finalista del Campiello Giovani 2008 e Calvino 2012, e con lei gli scrittori Federica Manzon e Simone Marcuzzi. A testimonianza del forte impegno civile che caratterizza il Concorso Internazionale di Poesia “Castello di Duino” a ogni edizione i giovani vincitori offrono una parte del loro premio in solidarietà. L’occasione veramente ghiotta che questo evento offre è quella di visitare anche uno degli angoli più suggestivi del nostro Bel Paese e cioè il grande parco impreziosito dai suoi viali romantici, ricchi di statue e reperti archeologici.

Dalle terrazze e dagli spalti aperti sull’immensità del mare, dove si possono ammirare distese multicolori di fiori di ogni specie che costituiscono pittoreschi e suggestivi giochi cromatici nella classica vegetazione mediterranea, si accede anche al bunker, costruito durante la Seconda Guerra Mondiale nella roccia a picco sul mare, che grazie a pazienti e delicati lavori di recupero e di restauro conservativo è stato trasformato in un suggestivo mini-museo con cimeli d’epoca, esposti in una grande sala (ben quattrocento metri quadrati) scavata a diciotto metri di profondità.